Salerno

Ospite in esclusiva della trasmissione "Granatissimi" in onda ogni martedì su Otto Channel (canale 696 del digitale terrestre), il team manager della Salernitana Salvatore Avallone ha risposto con sincerità e grande senso di appartenenza alle domande degli ospiti in studio, della conduttrice Giovanna Di Giorgio e dei tanti telespettatori che hanno interagito con la nostra redazione. Tanti gli argomenti trattati: dal silenzio stampa al rendimento di Bocalon passando per la multiproprietà, il calo di spettatori allo stadio e la prossima trasferta di Empoli. Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni:

Partiamo dalla gara di domenica scorsa...

"Ho ascoltato con interesse la vostra intervista ad Andrea La Padula, tifoso che macina chilometri per seguirci in casa ed in trasferta e con il quale sono d'accordo: in questa categoria contano i punti, non il bel gioco. E' stata una partita non bellissima dal punto di vista estetico, ma quando la posta in palio è alta ci può stare che si scenda in campo con un atteggiamento tattico più accorto. Sapevamo benissimo che una vittoria significava allontanarsi in modo concreto dalla zona bassa della classifica, sono arrivati tre punti fondamentali e proseguiamo il nostro percorso sapendo che ci aspettano due trasferte consecutive molto complicate. Faremo di tutto per conquistare l'obiettivo minimo: ad Empoli sarà dura, ma nel calcio tutto può succedere”. 

Cosa è successo con Laverone?

“Ho scontato la squalifica e ne sono contento, quanto alla lite sono cose che succedono quando si giocano partite del genere. Non mi va di tornare su questo argomento, tutti noi dobbiamo essere rispettosi e ricordare che lo sfottò va bene tra i tifosi, non tra addetti ai lavori che devono sempre dare l'esempio. Ormai è acqua passata, sono felice di poter rientrare in panchina già giovedì sera”. 

Qualcuno da casa chiede quando finirà il silenzio stampa...

“E' vero che a un certo punto la squadra si era persa, ma le critiche subite in quel periodo mi sono sembrate eccessive. Ho letto di tutto sui social, a qualcuno di noi hanno augurato addirittura delle disgrazie e queste situazioni hanno dato fastidio sia alla società, sia agli stessi giocatori. Ci vorrebbe un po' più di equilibrio in quello che si fa e che si dice, abbiamo assistito a critiche feroci che fanno parte del gioco, ma devono essere costruttive ed obiettive. Tutti possono commettere degli errori, ma leggere che la Salernitana dovesse essere data al sindaco è stato il colmo. Sono cose che fanno male, quando cresceremo tutti potremo fare qualcosa di positivo. Tutti dobbiamo remare nella stessa direzione, in quel caso non ci saranno problemi e mister e calciatori torneranno a parlare”. 

Finalmente una bella gioia per Tuia...

“Sono molto contento per il primo gol in serie B di Alessandro Tuia, un ragazzo da elogiare e che meritava questa soddisfazione per come si comporta non solo in campo, ma anche nei singoli allenamenti. Sono convinto che lui abbia piacere di restare a Salerno anche in futuro, la società stessa ha intenzione di premiare tutti coloro che manifestano impegno e disponibilità per la causa. Credo che sia nell'interesse di tutti noi trattenere un ottimo giocatore e una bravissima persona”. 

Che fine ha fatto Bernardini?

“Sta recuperando da un infortunio, i tempi sono ancora abbastanza lunghi, ma spero che possa tornare quanto prima per darci una mano in quest'ultimo periodo del campionato come ha sempre fatto”. 

Domenica un bel riconoscimento per te...

“Voglio ringraziare i tifosi della curva per lo striscione che mi hanno dedicato, mi sono commosso perchè non mi aspettavo una testimonianza del genere pur essendo consapevole dell'ottimo rapporto che ho con la piazza. E' un grande riconoscimento per me che sono di Salerno e lavoro per la Salernitana, sono onorato di essere un dirigente granata”. 

Che partita sarà ad Empoli?

“Avremo tutti i pronostici contro giovedì sera, l'Empoli è costruito per vincere il campionato e sta tenendo fede alle aspettative. Non esiste nulla di scontato, però: questa squadra si era persa, ma si sta ritrovando anche grazie al mister e alla compattezza difensiva".

La gente chiede maggiori iniziative e apertura delle porte degli allenamenti...

"Il senso di appartenenza è fondamentale, questo è fuori discussione. E' vero che gli allenamenti spesso sono a porte chiuse, però la Salernitana è sempre molto presente a Salerno e in provincia per qualsivoglia iniziativa. E' importante coinvolgere il pubblico, soprattutto le nuove generazioni che devono innamorarsi della prima realtà calcistica cittadina e non dei top club della serie A. Tutti devono identificarsi nella maglia granata. A proposito di tifosi, voglio ricordarne uno che purtroppo ci ha lasciato: ho avuto la fortuna di conoscere Giampietro Naddeo, una persona a modo e sempre sorridente. Era molto tifoso della Salernitana, ci seguiva con affetto e dentro di me sento un vuoto enorme. Nessuno poteva aspettarsi una tragedia del genere”. 

Tanti calciatori stanno migliorando rispetto al girone d'andata, concordi?

"Quando la squadra è compatta ogni singolo elemento ne trae beneficio. Radunovic è un ragazzo che ha doti importanti così come Adamonis, sono ben allenati dai nostri preparatori e stanno migliorando settimana dopo settimana. Si sta vedendo il lavoro del nostro allenatore, sempre molto attento a curare ogni dettaglio”. 

Momento amarcord: cosa ricordi di Dino Fava?

“Ha vinto un altro campionato! In acrobazia faceva gol impressionanti, tutti vorrebbero avere un attaccante come lui in squadra. E' come se avesse un piede sulla testa, ogni palla che passava in area di rigore era sua. Spinsi molto per farlo andare in A all'Udinese, a Varese segnava con continuità e faceva la differenza”. 

E' vero che chi va via da Salerno affronta la Salernitana con maggiore cattiveria agonistica?

“La Salernitana è una squadra importante, per tutti è una grande vetrina e chiaramente ci può stare un po' di amarezza quando vanno via. Non credo che giochino con il sangue agli occhi solo contro di noi, è chiaro che da ex ci sono sempre motivazioni particolari” 

Un solo gol subito nelle ultime 4 partite...

“Abbiamo un buon reparto difensivo, chiunque gioca si fa sempre trovare pronto. Ora stanno giocando Tuia e Monaco, ma anche Schiavi e Mantovani si sono sempre comportati benissimo. Non dimenticherei lo stesso Bernardini, impeccabile fin quando è stato a disposizione. Il mister per fortuna ha ampie possibilità di scelta, spesso ci sono stati degli infortuni e chi è entrato ha fatto benissimo”. 

Su chi punteresti per questo finale di stagione?

“Scommetterei su tutta la squadra, non c'è un giocatore in particolare. Mi piacerebbe tanto che venisse fuori Orlando, purtroppo è stato frenato da un infortunio. E' un ottimo calciatore, potrebbe essere un'arma in più per il finale di stagione. E'un riconoscimento che merita un ragazzo così serio. Vorrei menzionare anche Bocalon, nelle ultime gare si è distinto per sacrificio e carattere mettendosi a disposizione della squadra. Chissà che ad Empoli non faccia anche gol...” 

C'è qualcosa che ti ha ferito quest'anno?

“Da salernitano e da tifoso non accetto la critica di chi spera che la squadra perda per ritagliarsi uno spazio. La Salernitana è un bene di tutti, stampa compresa: se si remerà tutti nella stessa direzione non avremo nessun problema a far parlare il mister e tutti i calciatori. Lo zoccolo duro ha contestato quando era necessario, ma l'apporto non è mai mancato. E' stata una critica importante, ma costruttiva e che ci ha spinto a dare qualcosa in più. C'erano delle difficoltà oggettive, chi ci vuol bene ci ha aiutato a superarle. La presa di posizione della curva ha fatto scattare in noi la molla dell'orgoglio e abbiamo reagito da squadra”. 

Quali sono i reali obiettivi della società?

“Tutti vorrebbero andare in serie A, anche il presidente Marco Mezzaroma è stato molto chiaro su questa tematica. Credo che la società abbia tutti gli interessi anche economici a fare il grande salto, basti pensare ai 30 milioni di euro per i diritti televisivi. Immaginare Salerno in massima serie è bellissimo, una promozione comporterebbe tanti vantaggi anche alla nostra città. Ci avviamo verso il centenario, è importante aver trovato una proprietà stabile che magari al momento è ancora in serie B, ma che eviterà le rovinose cadute che la storia ci ha fatto conoscere purtroppo. Ci sono club importanti che fanno fatica a risalire la china, non è semplice passare dalla D alla cadetteria. Per vincere un campionato devono incastrarsi tanti fattori, la B di quest'anno insegna che si fa fatica anche se spendi tanto” 

Gaetano Ferraiuolo