Benevento

“Questi elementi di estremizzazione tra destra e sinistra che, sembravano superati dalla storia, stanno ritornando in maniera preponderante nella nostra società e di conseguenza si riflettono anche in ambito scolastico”. Così la dirigente scolastica del Galilei – Vetrone, Grazia Pedicini, commenta e condanna l'aggressione registrata all'interno dell'istituto tecnico di piazza Risorgimento ieri ai danni di uno studente picchiata da altri due giovani perchè stava incollando degli adesivi con la scritta “Benevento antifascista”.

La preside limita l'accaduto e spiega: “Si è trattato di un alterco tra ragazzi che, secondo quanto si dice sono simpatizzanti dell'area di destra, nei confronti di un compagno invece notoriamente tendente verso una sinistra anarchica. Nell'ambito di questa discussione avvenuta in bagno sembra ci siano stati degli strattonamenti, non un'aggressione vera e propria ma strattonamenti, una violenza più o meno contenuta da parte degli studenti che ha generato solidarietà nei confronti del ragazzo parte lesa e della sua classe".

La dirigente Pedicini spiega di essere immediatamente intervenuta per cercare di placare gli animi e capire cosa fosse accaduto. “La nostra istruttoria interna porterà alla definizione delle sanzioni disciplinari. Abbiamo convocato le famiglie, abbiamo fatto quello che la scuola deve e può fare in queste situazioni. Se la cosa si fosse svolta entro confini di rispetto delle persone e delle idee - ha spiegato ancora la dirigente – l'avrei catalogato come un fatto anche positivo, chiudendo una fase in cui i giovani sono stati accusati di essere sempre del tutto indifferenti a quello che li circonda.

Quando ho parlato con i protagonisti della vicenda hanno detto di essere andati lì perchè volevano parlare, poi hanno cominciato ad alzare la voce e la cosa è andata oltre. Non nego nulla – precisa il numero uno del Galilei - Vetrone -, non serve negare, l'episodio è avvenuto, magari è stato amplificato da questo atteggiamento di radicalizzazione che si sta registrando fuori dalla scuola ed inevitabilmente finisce con l'interessare anche il nostro istituto. Qui rimane un processo disciplinare interno, fuori dalla scuola resta invece una tensione che si sta toccando con mano nei nostri giovani”.