Salerno

Leggendo le cronache di queste settimane verrebbe da chiedersi che cosa stia succedendo. L'Italia si è svegliata ancora una volta con una brutta notizia e con un lutto che fa male al cuore e che indubbiamente farà versare tante lacrime a chi lo aveva ammirato come allenatore, come commentatore sportivo, ma soprattutto come persona. Dopo Davide Astori e Fabrizio Frizzi, un altro grande personaggio ci ha lasciato questa notte dopo aver lottato per sette lunghissimi anni contro la malattia del secolo, spesso debellata, ma mai sconfitta definitivamente come lo stesso aveva dichiarato pubblicamente anche in una intervista recente. Si è spento all'età di 71 anni Emiliano Mondonico, in passato allenatore di Cremonese, Torino e Atalanta e mister molto amato dai suoi calciatori non solo per la sua indiscutibile competenza calcistica, ma anche e soprattutto per il carattere umano, paterno e affettuoso che lo portava a creare con lo spogliatoio un rapporto di grande simbiosi. Tanti i successi di una carriera vissuta sempre da protagonista e mai da spettatore, non ultime le salvezze conquistate con l'Albinoleffe e la quasi promozione in serie A, un sogno incredibile per una piccolissima realtà che gli ha dato, però, tanta forza quando gli fu diagnosticata la malattia. Proprio ai tempi dell'Albinoleffe risalgono le sue ultime due sfide contro la Salernitana: 1-1 all'Arechi (a segno Perico e Stendardo), 3-2 in Lombardia, con la Salernitana che perse nella ripresa nonostante il doppio vantaggio anche a causa di un arbitraggio giudicato in sala stampa "vergognoso". Non a caso la panchina granata abbandonò il campo prima del triplice fischio. Nel 2004, invece, Mondonico perse in casa con il suo Cosenza contro il rivale Zeman, con il quale era nato un rapporto di rivalità ai tempi del Napoli. Nel 2005 la sua FIorentina, a fine anno promossa dopo lo spareggio col Perugia, si impose per 1-0 grazie ad un gol Riganò, viziato da un evidente fallo di mano non fischiato dal signor Tagliavento. A prescindere dai discorsi tecnici, però, l'Italia ha ammirato un uomo vero, uno che non si è mai arreso e che può rappresentare un esempio per centinaia e centinaia di migliaia di persone che purtroppo ogni giorno devono combattere la partita della vita. La redazione di Granatissimi.Ottopagine si unisce al dolore dei familiari e di tutti i tifosi ricordando Mondonico con affetto e sincera commozione e ammirazione.

Gaetano Ferraiuolo