Era in programma questa mattina dinanzi al gip Loredana Camerlengo, ma è slittato al 12 luglio il rito abbreviato – è stato chiesto dalla difesa, rappresentata dall'avvocato Antonio Leone, dopo la proposta di giudizio immediato avanzata dalla Procura – per Nazzareno Gatti, 52 anni, di Benevento, ex dipendente dell'Asl – ora lavora in un ospedale lombardo -, chiamato in causa da un'indagine dei sostituti procuratori Patrizia Filomena Rosa ed Assunta Tillo, e del Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza.
Peculato, questa l'accusa contestata in un'inchiesta che nel luglio dello scorso anno era stata scandita dalla sospensione per dodici mesi dall'esercizio del pubblico ufficio ordinata dal gip Gelsomina Palmieri a carico di Gatti, che i Pm avrebbero invece voluto ai domiciliari, e dal sequestro di beni per un importo di 95mila euro.
L'accusa è relativa alle somme di cui Gatti, secondo gli inquirenti, si sarebbe appropriato come amministratore di sostegno – tutore di alcune persone in condizioni di difficoltà o in stato di interdizione. Un ruolo svolto in decine di procedimenti fino al febbraio 2017, quando era scattata la revoca, su nomina del Tribunale di Benevento.
Tredici le parti offese indicate, alcune delle quali hanno annunciato questa mattina, attraverso gli avvocati Roberto Pulcino, Riccardo Venditti, Cosimo Ciotta, Luigi De Rosa e Donatella Parente, l'intenzione di costituirsi parti civili. Se ne riparlerà, come detto, a luglio, quando arriverà la decisione su una vicenda che all'epoca aveva suscitato un notevole clamore. Finita al centro di un'attività investigativa che nel maggio 2016 si era tradottain una perquisizione, e nella quale erano state prospettate anche altre ipotesi di reato poi cadute. Quando era stato interrogato, Gatti aveva offerto la sua versione sui fatti, supportata successivamente anche da una consulenza nella quale erano stati ricostruiti tutti i movimenti di denaro.
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