Avellino

 

di Carmine Quaglia

Il calcio italiano ripiomba nel lutto con la morte, a 71 anni, di Emiliano Mondonico. Nato a Rivolta d'Adda, in provincia di Cremona, con la squadra della sua provincia, la Cremonese, Mondonico ha esordito da calciatore prima di vivere anni importanti con le maglie di Torino e Atalanta, club con cui ha vissuto grandi momenti in campo europeo da allenatore. Gianluca Vialli, Gianluigi Lentini, Filippo Inzaghi, Christian Vieri: i nomi di spicco di una lista infinita di giovani lanciati da Mondonico che ,con gli orobici, sognò in una semifinale di Coppa delle Coppe nel 1988 con il Malines-Mechelen di Michel Preud'homme e con i granata sfiorò la Coppa Uefa nel '92 nella doppia finale con l'Ajax. Indimenticabile è l'episodio della sedia sollevata dal tecnico al cielo dello stadio Olimpico di Amsterdam sulla richiesta di un penalty per il possibile intervento di Frank de Boer su Roberto Cravero. Da chi gli era di fianco in quel momento, il direttore sportivo Luigi Pavarese, ecco un ricordo di Mondonico, andato in onda sul canale 696 TV OttoChannel.

"Non riesco ancora ad accettarlo. - Il dirigente sportivo è decisamente provato dal dispiacere per la scomparsa del tecnico lombardo con cui ha collaborato a Torino e a Napoli e aveva al fianco Mondonico quando l'allenatore di Rivolta d'Adda sollevò al cielo quella celebre sedia - Con Emiliano se ne va una parte di me. Abbiamo condiviso gioie sportive e dolori nello stesso tempo. Gioie a Torino e dolori sia a Torino che a Napoli anche se quella stagione a Napoli forse arrivò troppo tardi". Alla Campania lo legava l'esperienza, sempre con Pavarese ds, nello staff azzurro nel 2000-2001 in cui provò a risollevare le sorti del Napoli con una rimonta salvezza sul finale di stagione, sognata con il pari sulla Roma poi Scudettata e spezzata nell'ultimo atto al Franchi nonostante il successo contro la Fiorentina. "La sua gestione era stata più che positiva. Perdo un amico, un amico vero, una persona con cui avevo un rapporto molto stretto. Nell'essere uomo era molto più di una sedia alzata verso il cielo. La tenerezza con cui ci ha lasciato stanotte proprio come un non voler dar fastidio, andando via in silenzio, in punta di piedi. Speriamo che sia felice anche dove è ora".

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