Avellino

 

di Marco Festa

Il futuro di Walter Novellino sulla panchina dell’Avellino è appeso a un filo dopo la sconfitta casalinga con il Parma. Tre punti nelle ultime cinque partite, il margine di vantaggio sulla zona play-out ridotto a una sola lunghezza nonostante ci sia una gara da recuperare; prestazioni impalpabili, deludenti, con evidenti difficoltà nello sviluppo della manovra offensiva e l'ormai classica difesa colabrodo: numeri e perfomance che sono più di semplici campanelli d’allarme a nove giornate e a dieci turni dalla fine del campionato. Impossibile continuare a non ascoltarli o provare a non sentirli.

Tre, dunque, le strade percorribili, dopo che il tecnico (il suo contratto scade il 30 giugno 2019) era già stato a un passo dall’esonero prima del match interno con il Pescara: fiducia a termine data l’imminenza della sfida casalinga con il Bari, in programma lunedì alle 15; esonero e soluzione interna in attesa dell’ingaggio di un nuovo tecnico o fino alla fine della stagione; esonero e avvicendamento con Stellone e Drago in pole per la successione, Bergodi più defilato e possibili opzioni a sorpresa non escluse.

La prima soluzione sembrava la più gettonata a pochi minuti dal triplice fischio finale del match con gli emiliani, ma sarebbe subentrata la volontà di una serrata riflessione notturna sul da farsi. Sono dunque ore decisive in concomitanza con il maturare della consapevolezza che la lotta per non retrocedere è ormai realtà.