Se n'è rimasto in silenzio, avvalendosi, dunque, della facoltà di non rispondere al gip Gelsomina Palmieri, che ne ha ordinato l'arresto, il 50enne professionista della Valle Telesina che due giorni fa è finito ai domiciliari in un'inchiesta del sostituto procuratore Miriam Lapalorcia e dei carabinieri. Difeso dall'avvocato Ettore Marcarelli, l'uomo è ritenuto responsabile di stalking, di ripetuti atti persecutori (oltre che di lesioni aggravate e porto abusivo di oggetti atti ad offendere) ai danni dell'ex moglie, che aveva deciso di separarsi.
Nel mirino degli inquirenti sono finiti i comportamenti che avrebbe mantenuto nei confronti della donna, che non li aveva però mai denunciati. L'avrebbe più volte aggredita verbalmente, raggiungendo il culmine con l'episodio accaduto lo scorso 15 marzo, quando avrebbe bloccato l'auto della coniuge, che stava transitando nella zona di Cervinara per andare al lavoro. A quel punto, spiega l'accusa, sarebbe sceso dalla sua macchina e, dopo aver inveito contro di lei, con una chiave inglese avrebbe sfondato il parabrezza del veicolo della malcapitata, costretta a far ricorso alle cure dei medici, che l'avevano giudicata guaribile in dieci giorni. Inizialmente era stata interessata la Procura di Avellino, ma la competenza era passata successivamente a quella di Benevento anche alla luce di una diffida del Questore nei confronti del 50enne.
Lavoro per il pm Lapalorcia, che, sulla scorta degli elementi restituiti dall'attività investigativa, aveva chiesto ed ottenuto dalla dottoressa Palmieri l'adozione di un provvedimento restrittivo. Questa mattina l'appuntamento con l'interrogatorio di garanzia dinanzi al giudice, e la scelta dell'indagato di restare a bocca chiusa, senza offrire la sua ricostruzione dei fatti che gli sono stati contestati.
Esp