Benevento

Il colpo di scena è arrivato questa mattina nel corso di un'udienza per la quale erano stati citati, per essere ascoltati, investigatori della guardia di finanza e dei carabinieri di Benevento, Roma ed Avellino, e due collaboratori di giustizia. Ma anche i due periti che dovevano trascrivere le intercettazioni telefoniche. Un compito non svolto fino in fondo per la mancanza dei programmi necessari ad estrapolare, tra migliaia di file, quelli relativi ad alcune conversazioni della durata di più ore.

Un imprevisto che ha costretto il Tribunale a decidere di affidare- lo farà il 27 aprile – ad un ulteriore perito l'incarico di 'enucleare' quei colloqui e, appunto, di trascriverli. Riguardano il processo a carico delle diciotto persone coinvolte nell'indagine condotta sul clan Pagnozzi, nell'ottobre 2014, dalla Dda – in aula il pm Giordano-, dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Benevento e dai carabinieri di Avellino. Rinviata, dunque, in assenza del quadro completo restituito dall registrazioni, la deposizione dei militari.

Nel mirino degli inquirenti, una serie di vicende racchiuse nelle accuse, prospettate a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso e, con l'aggravante di aver agevolato il clan, di estorsione (in relazione alla costruzione di 33 alloggi Iacp a Montesarchio), riciclaggio, falso, tentata introduzione nel sistema informatico di una banca di Londra per trasferire somme pari a 50 milioni di euro sul conto corrente acceso da una società a Beirut, turbativa di gara per i lavori di ristrutturazione della scuola elementare e materna di Bonea.

Sono impegnati nella difesa gli avvocati Angelo Leone, Dario Vannetiello, Vincenzo Sguera, Sergio Rando, Raffaele Tibaldi, Nino Lombardi, Roberto Prozzo, Massimiliano Cornacchione, Vincenzo Zahora, Fulvio Dello Iacovo, Pasquale Misciagna, Giovanni Cantelli, Pietro Nicotera, Salvatore Impradice, Danilo Di Cecco, Luca Tortora, Roberto Lombardi.

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