Avellino

Un anno e mezzo dopo la strage del bus in cui morirono 40 pellegrini di Pozzuoli, precipitati dal viadotto Acqualonga sulla A 16, la Procura di Avellino ha chiuso le indagini. Quindici persone sono state raggiunte da avviso di garanzia e tra queste anche Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Autostrade per l'Italia, e il direttore generale della società, Riccardo Mollo.

Le ipotesi di reato formulate dalla procura sono disastro colposo e omicidio plurimo colposo. Ai due manager si aggiungono dieci tra dirigenti e funzionari di Autostrade, più il proprietario del bus precipitato dal viadotto Acqualonga, Gennaro Lametta, e due dipendenti della Motorizzazione. A carico degli ultimi tre c'è anche l'accusa di falso in atto pubblico per aver contraffatto il documento della revisione del veicolo.

Il bus, dopo la rottura dei freni, cominciò la folle corsa verso il viadotto della morte, e dopo 800 metri sfondò il guard rail e cadde nel vuoto nel tratto autostradale tra Monteforte e Baiano. Fu una strage. Solo nove furono i superstiti tra i passeggeri, quasi tutti i bambini. Le vittime erano tutte di Pozzuoli, di rientro da un pellegrinaggio a Pietrelcina.

Per gli inquirenti di Avellino, guidati dal procuratore Rosario Cantelmo, ci sarebbero precise responsabilità della società autostrade legate alle condizioni delle barriere di sicurezza del viadotto. Un elemento questo che sarebbe stato confermato anche dai numerosi sopralluoghi e dalle perizie tecniche che si sono susseguiti dopo la strage. Per la Procura tutti i dipendenti della Società Autostrade indagati avevano «l’obbligo giuridico di impedire il gravissimo incidente stradale».

Agli indagati della società autostrade si aggiungono poi il proprietario del bus e dell'agenzia Mondo Travel, Gennaro Lametta, il funzionario della Motorizzazione Vincenzo Saulino, incaricato alle operazioni di revisione, e Antonietta Ceriola, assistente amministrativo dello stesso ufficio, tutti arrestati all’inizio del luglio del 2014 e accusati anche di falso in atto pubblico. Il bus che è caduto nella scarpata viaggiava con una attestazione fasulla, la revisione non è mai stata effettuata.

 

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