Avellino

 

di Gaetano Ferraiuolo

A metterci la faccia in un momento particolarmente difficile della stagione è stato il capitano Angelo D'Angelo che, intervistato in esclusiva durante la trasmissione OffSide in onda su OttoChannel (canale 696 del digitale terrestre), si è lasciato andare ad uno sfogo quanto mai comprensibile che ha lasciato trasparire rabbia, amarezza, preoccupazione e consapevolezza che, continuando così, si rischia davvero di retrocedere e di compromettere anche i sacrifici delle stagioni passate: "E’ arrivato il momento di lottare, sappiamo che non sta andando bene nulla e che non possiamo affrontare il Bari tirando una sola volta in porta in casa. Tutti si devono prendere le responsabilità, noi calciatori dobbiamo farci un esame di coscienza. Ora servono gli uomini, non gli atleti. La palla scotta, la classifica parla chiaro e abbiamo bisogno di tirar fuori gli attributi: chi non se la sente stia a casa, personalmente ho dato l’anima per questa piazza che sento mia, mi sono fatto in quattro per questi colori e non voglio buttare tutto quanto di buono c’è stato in passato. Questa maglia viene prima di tutto, anche la mia famiglia la ama tanto e non voglio assolutamente perdere questa categoria. Non tocca a me parlare dell’allenatore, c’è una società che sceglie e che prende eventualmente provvedimenti. Nello spogliatoio, invece, è compito mio e state tranquilli che saprò intervenire: in due partite abbiamo fatto mezzo tiro in porta, se avessimo vinto sarebbe stato un furto e dobbiamo darci una svegliata”.

D'Angelo prosegue senza peli sulla lingua e con grande determinazione: “L’unica cosa che so è che quello che stiamo facendo non basta e dobbiamo dare di più, a partire da me. Da capitano ci metto la faccia e mi assumo le responsabilità, è troppo semplice prendersi solo gli applausi. Nello spogliatoio tocca a me dare qualcosa in più e far capire che l’Avellino viene prima di tutto: non mi interessa chi gioca e chi non gioca, se non ci sono uomini veri possono tranquillamente restare a casa. Ardemagni? Il rispetto viene prima di tutto, se ha sbagliato deve chiedere anzitutto scusa perché conta lo stemma che abbiamo sul petto e non il cognome che abbiamo dietro la maglia. Possiamo sbagliare un tiro, un’azione, ma non gli atteggiamenti e quindi Matteo deve chiedere scusa. Ora concentriamoci sulla classifica: in campo ci andiamo noi e le colpe le abbiamo tutti, compresi la società e l’allenatore. Se pecchiamo in qualcosa sul rettangolo verde tocca a noi essere furbi, ne va del nostro professionismo e della nostra carriera. Questo club ha una storia e dobbiamo avere maggiore rispetto. Ora inizia ad essere tutto preoccupante, per colpa nostra siamo nei bassifondi e dobbiamo rialzarci perché così non va bene”. D'Angelo conclude battendo su un concetto:  “La piazza bolle e la palla scotta, senza carattere rischiamo grosso. L’anno scorso ci siamo salvati non con la tecnica, ma con la professionalità. Contro ogni avversario deve essere vita o morte, ci sto mettendo la faccia per rispetto di questa maglia gloriosa. Tutti stiamo perdendo, io per primo devo farmi un esame di coscienza perché qualcosa sta venendo meno. Nessuno si salva da questa situazione”.

Clicca qui per vedere l'intervista ad Angelo D'Angelo nel post partita di Avellino - Bari 1-2 (video tratto da OttoChannel.tv)