Quattro giornate alla fine del campionato. E adesso vincere diventa prioritario per un motivo semplice quanto fondamentale: tornare nei play off. L'Avellino, scivolato al nono posto in virtù del pari del Catania e Livorno, maturato al 97' per effetto del calcio di rigore trasformato da Vantaggiato che ha replicato al gol al 20' del primo tempo del Catania, firmato da Sciaudone, ha da questa sera un punto di ritardo dalla zona che garantisce la qualificazione agli spareggi per la promozione. E allora, più che vincere per interrompere il digiuno di successi, salito a quattro partite dopo il k.o. rimediato martedì scorso a Crotone, più che vincere per invertire il trend delle ultime undici giornate (due vittorie, tre pareggi e sei sconfitte, ndr), l'Avellino deve battere il Pescara per tornare a ritagliarsi un posto al sole; per guadagnare il vantaggio negli scontri diretti sugli adriatici (all'andata finì 0-0, ndr) e recuperare una posizione rispetto a quella detenuta dopo la trentottesima giornata. Avviarsi ad affrontare gli ultimi tre turni, facendo leva su un settimo posto che risveglierebbe gli entusiasmi sopiti da un rendimento clamorsamente crollato dopo la quattro vittorie consecutive ottenute in un febbraio da incorniciare, è importante come l'acqua nel deserto.
La vigilia. "Il vero fallimento sarebbe stato retrocedere e non mancare, eventualmente, la qualificazione ai play off" ha dichiarato nella conferenza stampa della vigilia Massimo Rastelli, che ha difeso il suo staff, finito nell'occhio del ciclone, così come la condizione fisica della squadra, dopo la battuta d'arresto rimedata allo "Scida". Fare quadrato e ripartire con una reazione d'orgoglio è, evidentemente, il desiderio del tecnico che questo pomeriggio ha diretto la consueta seduta di rifinitura a porte chiuse al "Partenio-Lombardi", al termine della quale è stato diramato l'elenco dei convocati. Non saranno della partita Bavena, Mokulu e Soumarè, alle prese con i rispettivi infortuni, oltre a Filkor, ancora una volta fuori per scelta tecnica. C'è invece Ely, che in Calabria ha rimediato un affaticamento al flessore della coscia destra che ne aveva messo in dubbio la presenza. Ma a questo punto il difensore brasiliano dovrebbe essere regolarmente al centro della difesa biancoverde, con Fabbro pronto a prenderne il posto qualora si ritenesse opportuno risparmiarlo.
L'ora delle scelte. I lupi si sono preparati al match contro gli adriatici con l'ausilio delle porte chiuse. Poche ore e sarà il momento di gettare via la maschera e consocere le scelte di Rastelli. Il tecnico potrebbe confermare il 3-5-2 rispolverato contro il Crotone, soprattutto in virtù delle caratteristiche degli avversari, che puntano forte su un 4-4-2 a trazione anteriore con la spinta sulle fasce di Politano e Bjarnason, ma non si può escludere il ritorno al 4-3-1-2, così come un atteggiamento tattico specualare a quello dei dirimpettati. Si vedrà. Nel caso in cui le ipotesi della vigilia dovessero essere confermate, bisognerà sciogliere più di un ballottaggio. Il primo è in porta, con il consueto testa a testa tra Frattali e Gomis. In difesa, largo a Pisacane, Ely e Chiosa. A centrocampo, l'unico certo di un posto dovrebbe essere Arini, con Schiavon e Zito, in vantaggio su D'Angelo e Sbaffo, a contedersi due maglie. In attacco, Castaldo, reduce da un turno di squalifica, è pronto a tornare al fianco di Trotta: non segna dalla settima giornata di ritorno, i suoi acuti servirebbero come il pane in questo rush finale. Sulla fascia destra Bittante dovrebbe essere preferito a Regoli, con Almici pronto a vestire i panni del terzo incomodo, mentre sull'out opposto Visconti scalpita per un'altra chance dal primo minuto. In caso di 4-3-1-2, Sbaffo va dietro le punte e Pisacance, Ely e Chiosa, più uno tra Bittante e Visconti, strutturano la linea a quattro difensiva.
Gli avversari. Il Pescara deve invece fare a meno di Sansovini, rimasto vittima di un infortunio all'alluce nel corso del penultimo allenamento settiamnale. Gli adriatici, reduci da tre vittorie consecutive, puntano a confermarsi come una delle migliori formazioni in formato trasferta della serie Cadetta. Forti del miglior attacco della serie B (61 i gol fatti, ndr) i biancoazzurri hanno finora vinto otto delle diciannove gare giocate lontano dalle mura amiche, pareggiato cinque volte e perso solo sei. Di livello tutto l'organico, costruito per lottare per la Serie A, e occhio, su tutti, a Politano, che, numeri in campo ed alla mano, sta dimostrando di avere un talento cristallino. Il probabile undici: davanti a Fiorillo, Zampano, Salamon, Zuparic e Pucino, che rileverà Rossi, febbricitante; a centrocampo, la propulsione dei già citati Politano e Bjarnason sugli esterni con la quntità e la qualità del duo Memushaj - Selasi lì in mezzo. Davanti Caprari, in gol nell'ultimo precedente al "Partenio-Loombardi", è pronto ad affiancare Melchiorri.
Marco Festa