Niente udienze penali, il 5 aprile, per l'astensione proclamata dalla Camera penale di Benevento, guidata dall'avvocato Monica Del Grosso. Un'iniziativa che, come abbiamo già avuto modo di anticipare un mese fa, non è stata indetta casualmente di giovedì. Perchè è proprio su ciò che accade in quel giorno della settimana che sono concentrate le proteste dei penalisti, che lamentano la lunghezza delle udienze monocratiche in programma, con un “numero di processi sproporzionato ed ingestibile”. Appuntamenti in aula che si protraggono fino a tarda sera, con gli inevitabili disagi non solo per gli addetti ai lavori, ma anche per imputati e testimoni.
Si tratta di una condizione più volte denunciata dalla Camera penale, che aveva richiamato il mancato rispetto del protocollo stipulato nel 2012 per lo svolgimento delle stesse udienze (inizio alle 9 e conclusione alle 16.30). Un argomento non nuovo, dunque, sul quale la Camera penale aveva già fatto sentire la sua voce sin dal novembre 2016, e che aveva ispirato il blocco delle attività lo scorso anno, preceduto dal richiamo al rispetto dell'intesa siglata e intervallato dall'invito che il presidente del Tribunale aveva rivolto ai magistrati, sollecitandoli ad osservare le disposizioni previste.
Nonostante ciò, avevano affermato i penalisti, “la situazione non è mutata ed anzi, in alcuni casi, si è assistito ad un ulteriore deterioramento delle già incresciose condizioni in cui gli avvocati sono chiamati ad esercitare le proprie prerogative difensive”. Una situazione che, oltre “ad arrecare disagi all'utenza tutta a causa della quotidiana fissazione di un numero di processi sproporzionato ed ingestibile, lede profondamente la dignità di imputati, parti offese e testimoni e cagiona un insostenibile nocumento ai difensori, i quali, impegnati in udienza fino a tarda ora, sono sostanzialmente impossibilitati a proseguire proficuamente l'attività professionale nei rispettivi studi”.
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