di Simonetta Ieppariello

Il dolore che scorre al tempo del social. Vite spezzate, troppo presto, troppo in fretta. La morte di Nicola Marra attraversa molte città. Lui solo venti anni, un ragazzo brillante, bello, solare, capace negli studi e pieno di vita non passava inosservato con quel sorriso aperto e quegli occhi grandi.

Oggi autopsia che dovrebbe fare finalmente luce su questa tragedia. Ad indagare è la Procura della Repubblica di Salerno e il pubblico ministero  Federico Nesso ipotizza un reato mentre il fascicolo è finito al procuratore aggiunto Luigi Alberto Cannavale che coordina il lavoro degli inquirenti.

Lo conoscevano molte persone. La sua morte in una fredda notte di aprile ha lasciato senza parole tanti coetanei, gli amici, i parenti tutti. Le ultime immagini della videosorveglianza di Positano lo immortalano mentre cammina solo con la camicia tra i denti. Ora le ipotesi degli inquirenti su come e perchè quel ragazzo sia morto sono diverse. Nicola avrebbe bevuto molti drink. Potrebbe essersi sentito male. Quel capo trai denti potrebbe tenerlo stretto per i conati di vomito, che avrebbe accusato per il troppo alcol ingerito. Semplici ipotesi in attesa dei referti dell'autopsia che sarà effettuata oggi al Ruggi di Salerno. Intanto sui social scorrono post a corredo di foto di amici che lo ricordano. Parole scritte sulla tastiera con il cuore e gli occhi lucidi da chi ha conosciuto e amato questo sfortunato ragazzo la cui vita si è fermata la sera del Sabato Santo, dopo una serata in discoteca a Positano.


Simone: «Non amo l'esposizione pubblica di un dolore che è ancora troppo irreale da poter essere spiegato. Ma oggi se n'è andata una parte della mia vita, la più bella e spensierata: io e Nico siamo cresciuti insieme. Poi le nostre strade si sono lentamente divise, e ci hanno portato ad essere due uomini diversi: più riflessivo, pacato e banalmente noioso io; più folle, festaiolo, divertente e iperattivo lui. Eravamo gli opposti, ma per questo eravamo ancora legati, due visioni differenti dello stesso sangue. Ora se scrivo questo messaggio, è per ricordare che prima di tutto Nicola era un puro di cuore, un buono, e una persona fantastica con un potenziale immenso. Te ne sei andato troppo presto. Mi mancherai sempre».
Roberto: 

ORA VOLA NICO,
più in alto che puoi!! 
Ti ricorderò per le cose belle che abbiamo fatto,per la tua guida sbandata nella tua macchinina 50,per tutte le volte che hai cercato di insegnarmi a giocare a Ping pong,per le leggi e gli articoli che mi spiegavi e che io non capivo. 
Ti ricorderò per l’amico di banco che sei stato,per tutti i compiti in classe che mi hai passato,ma non solo Nico. Ti ricorderò per il ragazzo educato,gentile,umile e disponibile che eri.
Abbiamo riso,abbiamo condiviso le cuffiette per ascoltare la musica durante le lezioni,le colazioni e le bottigliette d’acqua. 
Vorrei poter condividere con chi non ti conosceva,quello che eri,ma non basterebbero parole.
Questo vita non meritava una persone come te.
Non mi sembra ancora vero tutto questo,non ho parole,solo tanta tristezza. 
Ti porteró nel mio cuore amico mio!
“Buon viaggio” ti voglio bene Nico che tu possa riposare in pace! 


Matteo: «Sei stato la prima persona che ho conosciuto all'università, mi hai regalato un anno fantastico. Eri un ragazzo che sapeva sempre cosa dire e cosa fare, in ogni momento. Sento già la tua mancanza».

Simmy: «Persona fantastica, ragazzo eccezionale, uno dei pochi amici che ho trovato al liceo. Ciao Nico: avrei voluto fare altre partite con te, e soprattutto vorrei che quella birra non fosse stata l'ultima».

"Non ha senso ciò che è accaduto. Voglio augurarmi che nessuno avrebbe potuto aiutare Nicola. Se chi lo ha visto alterato in discoteca, chiunque, lo avesse fermato anche prendendolo a schiaffi, tutto questo non sarebbe successo. Giovani: siate amici veri, non solo compagni di viaggio per la durata di un passaggio". Sono le parole del padre di Nicola Marra, tecnologo del Cnr, a La Repubblica.