di Carmine Quaglia
"Quando c'è un esonero si prova sempre un dispiacere, ma bisogna conviverci. Noi allenatori dobbiamo convivere con i risultati". Walter Alfredo Novellino ha rilasciato a Rai 1, alla trasmissione "Sotto Voce", condotta da Gigi Marzullo, le prime dichiarazioni dopo l'addio all'Avellino che lo ha sollevato dall'incarico. L'ex tecnico biancoverde si è espresso così sull'esonero: "E' la terza volta che mi capita in carriera. Questo esonero, però, pesa di più perché è avvenuto nella mia città. - ha spiegato l'allenatore di Montemarano che, nel corso dell'intervista, ha ripercorso la sua vita e la sua carriera - Vivo l'esonero in modo particolare perché è la mia città. Io e la mia città abbiamo fatto un grandissimo lavoro l'anno scorso. E lo facevamo anche quest'anno. Sono convinto che potevo salvare l'Avellino: abbiamo avuto delle difficoltà, diversi infortuni, ma ora spero e credo che, con il recupero di questi calciatori, con il rientro degli infortunati, la squadra potrà ottenere risultati importanti anche con il nuovo arrivato (Claudio Foscarini, ndr). La squadra ha qualità, ha dei giocatori che possono fare la differenza, come l'abbiamo fatta nelle prime dieci giornate che eravamo secondi in classifica. Poi abbiamo avuto una serie di infortuni. Non siamo riusciti a recuperarli. Abbiamo, ho commesso degli errori: è chiaro quando la squadra viaggia con una classifica non bella. Sono convinto che la squadra si salverà. E' chiaro che la vivo in modo particolare: è la città in cui ho studiato, in cui sono tornato dove ho tantissimi amici e il giro non si chiuderà qui. L'esonero, dal punto di vista personale si supera con il carattere e con l'aiuto della famiglia. Un esonero si sente, ma c'è il tempo che ci aiuta. Dispiace per come è andata anche perché gli infortuni hanno nascosto il valore della squadra che abbiamo allestito con il direttore sportivo (Enzo De Vito, ndr). L'ingiustizia non è l'esonero che fa parte del mio mondo, quello del calcio. L'ingiustizia, non determinata dalla mia società, è il non aver potuto impiegare, per gli infortuni, tutti i giocatori bravi che avevamo scelto. Si vivono queste ore correndo, camminando, studiando le metodologie di lavoro. Quello che viene studiato oggi dai Guardiola, i Bielsa, i Sampaoli, l'ho presentato ai miei calciatori ad Avellino".
Lunedì l'Avellino ripartirà dal match con il Perugia nel nuovo ciclo tecnico. I lupi sfideranno i grifoni in quello che è il derby del cuore per Novellino: "Sono legato alle due città, sono le due città del mio cuore, ma lunedì tiferò l'Avellino. Per forza. E' la mia squadra. Anche se non lo è più. Quei giocatori li abbiamo scelti io e un grande direttore. E' la mia città, sono nato prima e cresciuto poi tra Montemarano e Avellino".