Benevento

L'iniziativa è stata firmata dal sostituto procuratore Marcella Pizzillo. Ha chiesto l'incidente probatorio, con l'obiettivo di cristallizzare la prova, prima del dibattimento, attraverso l'escussione della parte offesa dinanzi al Gip. Una mossa adottata nell'inchiesta a carico di un 50enne che risiede in un centro della Valle Telesina, accusato di aver molestato sessualmente la figlia. Attualmente è maggiorenne, ma avrebbe subito le 'attenzioni' dell'uomo quando non lo era.

La vicenda risale, infatti, a qualche anno fa, quando il genitore – secondo la ricostruzione dei fatti operata dagli inquirenti- avrebbe allungato le mani sulla ragazza. L'avrebbe fatto in casa ed in macchina, palpeggiandola. Condotte di cui la madre, e moglie dell'indagato, non si sarebbe accorta, e che avrebbe escluso, ma che per l'interessato – è difeso dagli avvocati Salvatore Verrillo e Luisa Aceto – si sono tradotte nella perdita della patria potestà stabilita dal Tribunale per i minori. Ecco perchè ha dovuto lasciare l'abitazione, nella quale continua invece a vivere la presunta vittima.

Nel 2017 l'avvio dell'inchiesta su una storia oltremodo delicata, nella quale il 50enne ritiene di essere stato ingiustamente tirato in ballo. Perchè ritiene assolutamente infondati, e probabilmente il segno di un sentimento di rivalsa nei suoi confronti, i comportamenti che gli sono stati addebitati. Non ho mai toccato mia figlia, tutto ciò è assurdo, continua a ripetere.

Ora la scelta adottata dal Pm nel corso dell'attività investigativa, sulla quale dovrà pronunciarsi il Gip, decidendo se fissare o meno l'incidente probatorio. Tappe giudiziarie di una delle tante storie, ovviamente da verificare fino in fondo per accertarne l'autenticità, che da sempre affollano purtroppo le cronache della nostra provincia. Casi di violenza consumati tra le mura domestiche, gesti che, come indicano le statistiche, vengono registrati, per la stragrande maggioranza, nell'ambito familiare.

Esp