Ariano Irpino

E' un capitolo che va affrontato con determinazione, senza indugi e tentennamenti, perchè è cosa risaputa che intorno al Giorgione, è in gioco il futuro di un centro storico, non più vivace come un tempo.

Vedere anche solo per una domenica, un porticato di nuovo colorato e movimentato fa un certo effetto. E' ciò che hanno pensato in tanti questa mattina, passeggiando lungo via D'Afflitto. "Ci vuole poco, basta a volte anche un fiore, per ridare luce ad una città, il via vai di gente, la curiosità non manca mai, in occasioni come queste."

A passeggio Gambacorta, Affidato e Li Pizzi, tre donne del consiglio comunale animate dalla stessa voglia di vedere una città, rifiorita sotto ogni aspetto.

Della questione Giorgione se ne parlerà nel prossimo consiglio comunale, convocato domani in prima e il sei maggio in seconda convocazione. La speranza è che finalmente si possa arrivare ad una decisione unanime, dopo tante illusioni che si sono succedute nel corso degli anni, frutto di proposte rivelatesi inconcludenti fatta eccezione dell'impegno serio da parte di Giovannantonio Puopolo. Se ci saranno le condizioni per una ristrutturazione totale senza necessariamente abbatterlo, forse sarebbe la scelta migliore, nel tentativo di salvaguardare anche l'aspetto storico, ma se si dovesse necessariamente e per motivi di sicurezza optare per una demolizione totale, avvertono i cittadini, l'importante è che non vengano stravolte totalmente le sue originali destinazioni d'uso. Ariano necessita di un albergo in centro, capace di ospitare turisti anche della domenica, in visita ai musei ed altre bellezze. La scuola alberghiera va benissino e intorno alla struttura sarebbe auspicabile un arredo urbano dignitoso, cosa che ad Ariano manca purtroppo totalmente. Non vi è un albero, una fontana nella piazza.

L'iniziativa florariano, si spera possa servire a riflettere anche sotto questo aspetto. La piazza attuale è la più brutta in assoluto della provincia di Avellino. Lo dicono e lo pensano in tanti, migliorarla, non è così difficile e costoso, tenuto conto che si spende ogni anno più per rattopparla che per restituirne una nuova alla città.

Gianni Vigoroso