Da una parte la richiesta, alla Regione Campania, relativa alla concessione di soldi pubblici come ammortizzatore sociale per i propri dipendenti, dall’altra, come contraltare alla richiesta di cassa Integrazione, nuove assunzioni di personale ritenute strumentali per l’accesso ad ulteriori provvidenze pubbliche.
E' il contesto nel quale sono state ravvisate le ipotesi di reato di falso e truffa ai danni dello Stato, per un importo di 2 milioni di euro, contestate al 52enne Giulio Carpinelli (avvocato Angelo Leone), di San Marco dei Cavoti, ed al 46enne Mirco Calvo (avvocato Antonio Leone), di Buonalbergo, legali rappresentanti pro-tempore, in epoche diverse, della Modisan, una cooperativa a responsabilità limitata, con sede a Benevento, impegnata nel settore dei servizi assistenziali socio-sanitari, anche per l'Asl di Benevento.
Entrambi sono stati tirati in ballo da un'inchiesta diretta dalla Procura di Napoli e condotta dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Benevento, che hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, per equivalente, di valori e beni intestati o comunque nella disponibilità della società e degli indagati. Un provvedimento che sarà impugntao dinanzi al Riesame.
L'attività investigativa, innescata dallla denuncia di una società concorrente che non si era aggiudicata l'applto, si è conclusa un anno fa. Ed avrebbe permesso di accertare, per il quinquennio 2010/2014, la presunta l’indebita percezione di cassa integrazione, “in assenza del requisito generale oggettivo della crisi aziendale che è risultata non reale nonché dei requisiti soggettivi necessari in capo ai numerosi dipendenti percipienti”.
Il nome di Carpinelli era già rimbalzato all'onore delle cronache nel filone iniziale dell'indagine sull'Asl della Procura sannita, quello che riguarda i mandati di pagamento. Nel mirino 1 milione e 400mila di euro che l'Asl avrebbe sborsato a sei società - tra esse la Modisa - tra giugno 2009 e aprile 2012 per prestazioni che non sarebbero mai state eseguite o lo sarebbero state solo parzialmente. Nove le persone spedite a giudizio in un processo che vivrà la prossima udienza il 24 aprile.
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