Benevento

Il Pm Miriam Lapalorcia aveva chiesto che fossero applicate misure anche per altre tre persone, ma il gip Flavio Cusani ha disposto l'ordinanza di custodia cautelare in carcere solo per Silvio Sparandeo, 28 anni, di Benevento, ritenuto il responsabile dell'omicidio preterintenzionale di Antonio Parrella (nella foto), 32 anni, di Benevento, morto al Rummo lo scorso 28 luglio per una devastante emorragia cerebrale causata dai calci e dai pugni ricevuti al volto, alla testa e all'addome, la sera precedente, durante una festa di compleanno in un ristorante alla contrada Pino. Un drammatico episodio finito nelle immagini registrate dalle telecamere di un'abitazione vicina.

Silvio Sparandeo, difeso dagli avvocati Antonio Leone e Maria Cristina Caracciolo, è accusato in particolare di aver picchiato la vittima a tal punto da provocargli lesioni che lo avevano condotto alla morte; dunque, non di omicidio volontario.

E' l'epilogo delle indagini della Squadra mobile che, come si ricorderà, erano inizialmente sfociate nell'arresto di Umberto Sferruzzi, 28 anni, della città. Per lui l'accusa di omicidio aggravato dai futili motivi prospettata in un'ordinanza di custodia cautelare che il Riesame, al quale aveva fatto ricorso l'avvocato Antonio Leone, aveva però annullato il 9 agosto, rimettendo in libertà il giovane dopo tredici giorni di detenzione in carcere, per carenza dei gravi indizi di colpevolezza.

La tappa successiva erano state le perquisizioni ed il sequestro di telefonini, tablet e pc, sui quali erano stati disposti gli accertamenti, operato dalla Squadra mobile nei confronti di sei persone chiamate in causa per un'ipotesi di favoreggiamento: Corrado Sparandeo, 31 anni, Silvio Sparandeo, 27 anni, Vincenzo Piscopo, 59 anni, Giovanni Piscopo, 36 anni, Michele Meoli, 26 anni, Gianluca Peluso, 26 anni, tutti di Benevento, difesi dagli avvocati Antonio Leone, Nazzareno Fiorenza, Maria Crsitina Caracciolo e Gerardo Giorgione.

Poi, il deposito dell'autopsia avvenuto alcuni giorni fa, e questa mattina l'arresto.

I familiari di Parrella, che in questi oltre otto mesi hanno continuato a chiedere giustizia anche con iniziative pubbliche, sono rappresentati dagli avvocati Grazia Luongo e Angelo Leone.

Esp