Benevento

Una “originalissima informativa multimediale”, curata dalla Squadra mobile e trasmessa, a fine gennaio, al Pm. Ne parla il gip Flavio Cusani, definendola “una novità assoluta per i locali uffici giudiziari”, nell'ordinanza con la quale ha disposto l'arresto di Silvio Sparandeo, accusato dell'omicidio preterintenzionale di Antonio Parrella. Video, rilievi fotografici e dati tecnici illustrati dagli investigatori non solo in forma cartacea, quella comunque preferita dal giudice, che rappresentano il condensato di un lavoro che non è stato per nulla agevole. Che ha dovuto superare un clima di omertà e dichiarazioni all'insegna della reticenza. Un muro sgretolato dall'attività della Mobile del vicequestore Emanuele Fattori e della Scientifica, nella quale è stato fondamentale il “miglioramento cromatico” delle immagini registrate da una telecamera, che ha permesso di incrociare e definire, comparandolo, l'abbigliamento delle persone presenti. Un quadro nel quale rientrano anche le successive escussioni, con la conferma di quanto i frame avevano restituito.

Elementi di un'indagine supportata da intercettazioni telefoniche e dalle conclusioni della dottoressa Stefania Bello, che aveva eseguito l'autopsia. Secondo il medico legale, “pur nella ipotetica riconducibilità del complesso lesivo obiettivato sul corpo del Parrella ad un duplice meccanismo lesivo (proiezione del corpo al suolo, azioni contusive portate nei vari distretti corporei), alcune lesioni, per localizzazione ed aspetto, deponevano per una azione contusiva ad opera di mezzi contundenti naturali (pugni, calci) direttamente e ripetutamente esercitata contro ke superfici corporee del Parrella”.

E ancora: “Sul Parrella le azioni e le lesioni contusive risultavano plurime e la diffusa ed imponente emorragia subaracnoidea è risultata compatibile con la ripetuta azione tramatica ad opera di pugni e calci, dovendosi dunque escludere come causa della morte un'unica contusione da cadute accidentali, come quelle in cui incorse il Parrella”. D'altra parte, aggiunge il Gip, “il medico legale, dopo aver visionato il video dell'aggressione, ha evidenziato come il Parrella avesse percorso diversi metri senza alcuna difficoltà motoria dopo la prima caduta dalle scale, e che la seconda caduta a terra era avvenuta da un'altezza piuttosto esigua per attribuire alla stessa conseguenze letali”.

Enzo Spiezia