Benevento

Le recenti prestazioni del Benevento sono sotto gli occhi di tutti. I giallorossi praticano un ottimo calcio, riuscendo a impensierire anche le migliori compagini del campionato come Inter o Juventus. Quella che ha tra le mani il tecnico De Zerbi è un'arma molto pericolosa che adesso comincia a essere particolarmente temuta, a dispetto della classifica che vede i giallorossi ormai estromessi da qualsiasi discorso relativo alla salvezza, anche se la matematica non ha ancora emesso il suo verdetto.

Proprio questo elemento, unito alla qualità della manovra e alla spensieratezza mentale, potrebbe rappresentare un mix esplosivo di non poco conto. Mancano sette partite e il Benevento farà di tutto per vincerle, a partire dal match di domenica con il Sassuolo che è ancora invischiato nella lotta per non retrocedere, anche perché c'è tanta voglia di conquistare i primi punti lontano dal Vigorito e di evitare il record minimo in serie A. La Strega è una mina vagante, determinata a togliere punti a qualsiasi avversaria. Questo lo sanno bene le varie Sassuolo, Spal, Genoa e lo stesso Milan che affronteranno gli stregoni nelle prossime settimane. Il rispetto nei confronti dei giallorossi è aumentato di pari passo con il riscontro dei netti miglioramenti in fase d'impostazione. A farne le spese è stato soprattutto il Verona che al Vigorito ha subito una vera e propria umiliazione. I numeri sono migliorati in maniera evidente, a partire da quelli relativi ai gol fatti (ben otto nelle ultime quattro partite). Avere in rosa elementi dal spessore internazionale come quelli giunti a gennaio ha dato linfa a tutto lo spogliatoio, compiendo un salto di qualità rilevante. Sono dati di fatto che contribuiscono a incrementare il rammarico per ciò che poteva essere, ma lasciano ben sperare in vista di un finale di stagione di assoluto orgoglio, mandando al diavolo eventuali verdetti che, dopo le recenti dichiarazioni del presidente Vigorito, sono meno amari da digerire. Affrontare il Benevento, adesso, non sarà facile per nessuno: questo è certo. 

Ivan Calabrese