Avellino

 

di Carmine Quaglia

"E' stata una vicenda difficile, una vicenda complicata". Al canale 696 TV OttoChannel, il direttore sportivo dell'Avellino, Enzo De Vito, ha espresso soddisfazione per il proscioglimento dal caso Money Gate che chiama in causa il dirigente biancoverde, il presidente Walter Taccone e la stessa società irpina. E', di fatto, la fine di un incubo: "Da avvocato prima, da dirigente poi, difendersi da ciò che non si fa e soprattutto non comprendere da cosa difendersi non è semplice. - ha spiegato De Vito - Ieri, l'avvocato Chiacchio è stato molto chiaro nel presentare la questione. Ha detto che per lui era una delle prime volte in cui si ritrovava in difficoltà a difendere i suoi assistiti perché non sapeva da cosa doveva difenderli. Sicuramente finisce qua. Ora pensiamo a salvarci, a fare più punti possibili. E poi ne riparleremo nelle sedi opportune e a tempo debito".

Archiviato il caso Catanzaro, l'Avellino può ora pensare esclusivamente al calcio giocato. Il ds irpino ricorda le difficoltà che il procedimento di giustizia sportiva ha determinato in diverse fasi della stagione: "Non è perché vogliamo costruirci degli alibi, ma iniziare per la stagione dal 29 maggio, con questa storia che ci ha visto protagonisti di calunnie, infamità, non era semplice. - ha aggiunto De Vito - Parlo della scelta dei calciatori, addirittura si parlava che non ci fosse l'iscrizione, il blocco dei campionati. Ora ce lo dimentichiamo perché fa comodo dimenticarlo, ma assolutamente non è stato semplice".

Sull'obiettivo salvezza con il neo-tecnico Foscarini: "I 39 punti che ha l'Avellino oggi sono molti per le difficoltà che abbiamo avuto. Chiavari non è importante, ma non fondamentale. Chiaro che da qui alla fine ci saranno otto finali. Non vuole essere una frase fatta. Da queste otto gare dovremo ottenere il massimo dei punti".