di Andrea Fantucchio
Pochi minuti d'udienza che potrebbero però avere un peso notevole nell'esito del processo sulla strage del bus dell'Acqualonga, che nel luglio del 2013 è costata la vita a quaranta persone. Quindici gli imputati finiti a processo accusati, a vario titolo, di omicidio plurimo colposo, disastro colposo e falso in atto pubblico.
Questa mattina il giudice Luigi Buono ha disposto l'acquisizione della trascrizione di un'intercettazione nella quale l'allora dirigente della motorizzazione civile di Napoli, Giovanni Di Meo, avrebbe chiesto all'ingegnere Carlo Manzo di verificare i documenti inerenti la revisione del bus all'indomani della tragedia, per rispondere all'interrogazione del Ministero dei Trasporti che chiedeva lumi sull'accaduto.
Una trascrizione che potrebbe rivelarsi fondamentale per la posizione di Vittorio Saulino, difeso all'avvocato Antonio Rauzzino, al quale è addebitato di aver apposto la firma, che certifica come nel marzo 2013 il pullman della ditta Lametta avesse effettuato con esito positivo la revisione. L'imputato ha sempre sostenuto che quella firma non fosse la sua. E l'intercettazione – per la difesa – potrebbe sostenere questa tesi.
Inoltre l'avvocato, Massimo Preziosi, ha citato tre testimoni che potrebbero rivelarsi determinanti: si tratta di due agenti della Polstrada di Avellino e del meccanico Pasquale Favilla che a detta del proprietario del bus, Gennaro Lametta, avrebbe effettuato alcuni controlli al pullman per una gita avvenuta meno di un mese prima della tragedia. In quella circostanza, sempre a detta di Lametta, non sarebbe stato ravvisato alcun tipo di problema. Dichiarazioni che nell'ultima udienza hanno innescato la rabbia dei parenti delle vittime che hanno inseguito Lametta, poi scortato dalla polizia, fino alla sua auto.
I due agenti nel 2013, citati da Preziosi, avrebbero fermato un bus della ditta Lametta sprovvisto di revisione. Sono stati poi acquisiti i documenti richiesti dal sostituto procuratore, Cecilia Annecchini, fra i quali dei verbali di sommaria informazione.
Nel mese di giugno sono in programma le discussioni degli avvocati e le requisitorie dei procuratori Rosario Cantelmo e Cecilia Annecchini che ha condotto le indagini col pm Adriano del Bene. Al termine dell'udienza di questa mattina i parenti delle vittime si sono avvicinati a Cantelmo e al giudice Buono chiedendo di fare giustizia. Si torna in aula venerdì 20 aprile. La difesa degli imputati è affidata, fra gli altri, agli avvocati Massimo Preziosi, Giovanna Perna, Antonio Rauzzino e Sergio Pisani.