Benevento

I tifosi guardano Djuricic e si pongono un interrogativo piuttosto importante: “Ma come ha fatto Giampaolo a non vederlo alla Sampdoria?”. La risposta è piuttosto difficile, anche perché forse non la conoscerà neanche il diretto interessato. Il calciatore serbo ha dato una spinta in più all'intera squadra, arricchendola con quella qualità cristallina che ha contraddistinto la sua carriera. Nel Sannio è arrivato con una forma fisica deficitaria, dato che in maglia blucerchiata ha giocato solo l'esordio in campionato proprio contro il Benevento. Nei mesi successivi non ha mai visto il campo e questo ha spinto il club di Ferrero a cederlo a Vigorito, il quale grazie all'aiuto dei suoi collaboratori è stato attento a credere nelle doti assopite del calciatore.

Djuricic è cresciuto di giornata in giornata e siamo certi che non ha ancora raggiunto la piena forma, nonostante le ottime prestazioni. Quella di ieri, in cui è stato tra i migliori in campo, gli ha permesso di entrare nella top 11 di giornata del campionato di serie A.

E' un riscatto voluto e sudato da parte sua che nel dopo partita ha chiaramente affermato: “A Benevento sono resuscitato”. Il merito va anche a De Zerbi che ha inserito Djuricic in un ruolo e in un contesto che esalta le sue caratteristiche. Del classe '92 impressiona anche la voglia di vincere, con atteggiamenti chiari che si vedono in campo quando c'è un'occasione sbagliata o un gol realizzato. Anche se prima della fine del campionato l'ambizione più grande, subito dopo i risultati, sarà proprio quella di andare a segno, mettendo la ciliegina sulla torta di una seconda parte di stagione giocata ad alti livelli.

Il futuro è davvero incerto: Djiuricic è in scadenza con la Sampdoria e teoricamente il primo luglio sarà libero di accasarsi dovunque. A questo punto, la palla è solo nelle sue mani o del club che ne detiene il cartellino che potrebbe offrirgli (difficile) un rinnovo. Il campionato, però, è ancora in corso d'opera. Il presente è il Benevento. Del domani, al momento, "non vi è certezza".

Ivan Calabrese