Avrebbero emesso fatture false per circa 900mila euro per evadere il fisco. Il blitz della guardia di finanza di Sibari ha coinvolto anche la provincia di Salerno.
Complessivamente sono stati sequestrati beni per 1,6 milioni di euro, da parte delle fiamme gialle, in seguito ad un provvedimento emesso dal Gip di Castrovillari su richiesta della Procura guidata da Eugenio Facciola, a carico di una società che opera nel settore dei trasporti, del legale rappresentante, B.C., di 30 anni, e del consulente fiscale, F.D. Il provvedimento ha riguardato le due sedi aziendali di Cassano allo Ionio (Cs) e San Stino di Livenza (Ve), e, nelle province di Cosenza, Salerno, Venezia e Treviso, 28 automezzi, due unità immobiliari, quote societarie e conti correnti.
Per la guardia di finanza sarebbe emersa una frode fiscale caratterizzata dall'utilizzo di crediti Iva, fittizi e/o inesistenti, precostituiti in compensazione di imposte e contributi Inps dovuti. Per gli indagati si rischia una condanna fino a sei anni di reclusione. Un'attività fraudolenta che secondo l'accusa è iniziata già dopo l'avvio dell'attività, avvenuta nel dicembre 2012; portata avanti grazie ad una serie di annotazioni contabili inesistenti, realizzate anche attraverso l'utilizzo di false fatturazioni. Queste annotazioni, pur facendo riferimento a rilevanti acquisti di beni per l’attività d’impresa, grazie ad una serie di ulteriori “alchimie contabili”, predisposte dal consulente fiscale della società, non influenzavano infatti, in alcun modo, il risultato d’esercizio dell’impresa ai fini del reddito, ma avevano quale unico obiettivo quello di alimentare indebitamente il credito Iva annuale.
Proprio in questo modo sarebbe stata messa a segno l'operazione illegale che ha permesso per anni ai presunti truffatori di ingannare il fisco.
Sara Botte