di Andrea Fantucchio
Avrebbero contribuito a una bancarotta fraudolenta da oltre venticinque milioni di euro: un'accusa che è valsa il rinvio a giudizio per i mercoglianesi Vincenzo e Luigi Ercolino (67 e 42 anni), Giuseppe Boccia, 47 anni, Assunta Barbato, 47 anni, l'avellinese Giovanna Fuschetto, 41 anni, e il beneventano Mauro Scocca, 52 anni, difesi fra gli altri dagli avvocati Angelo Leone, Nello Pizza e Giuseppe Barbato.
Nel 2011 Boccia, Barbato e Scocca, come membri del consiglio di amministrazione della Campania Gestioni Immobiliari srl, il cui legale rappresentante era Luigi Ercolino, avrebbero autorizzato la cessione per 250mila euro di alcuni immobili al corso Vittorio Emanuele di Avellino. Venduti alla The Castel srl che aveva come amministratore unico la coniuge di Luigi Ercolino, Giovanna Fuschetto, con l'impegno che l'azienda acquirente si accollasse i mutui ipotecari che gravavano sugli immobili; un'operazione che per per l'accusa sarebbe “estranea agli scopi sociali della società e senza alcuna causa giustificativa e che aveva generato il depauperamento dei fondi dell'azienda ”. Il curatore fallimentare non aveva rinvenuto l'effettivo pagamento del prezzo concordato che, per la Procura, era “notevolmente inferiore al valore degli immobili in vendita”.
Per l'accusa Luigi Ercolino avrebbe distratto e dissipato beni, attrezzature e risorse della Campania Gestioni Immobiliari, poi dichiarata fallita il 25 febbraio del 2014. Addebito condiviso con il padre, titolare dell'omonima ditta individuale che per la Procura risulterebbe beneficiaria di una serie di operazioni economiche estranee agli scopi sociali della società fallita. La parte offesa è rappresentata proprio dalla “Campania Gestioni Immobiliari” rappresentata dal curatore Raffaele Capasso. Nel processo, che inizierà il 19 ottobre, gli imputati sono pronti a dimostrare la loro innocenza, sostenendo la poca concordanza degli elementi raccolti in fase di indagine grazie anche all'escussione di alcuni decisivi testimoni.