di Siep

 

“Operazione speedball” a Castellammare, blitz dei carabinieri: scattano 16 misure cautelari. L'operazione prende il nome dal mix di droghe assunto da alcuni clienti delle rete di spaccio messa in piedi tra alcuni comuni vesuviani.

Gli arresti sono stati eseguiti dai carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia alle prime luci dell'alba con la notifica di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Torre Annunziata su richiesta della locale procura nei confronti di 16 indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di spaccio di stupefacenti e porto e detenzione illegale di armi. Quattro arrestati sono stati tradotti in carcere, 9 ai domiciliari, mentre per 3 è scattato il divieto di dimora nel comune stabiese.

Gli indagati gestivano cinque piazze di spaccio: tre a Castellammare (via Surripa, «Caperrina» e Acqua della Madonna), una a Torre Annunziata e una a Santa Maria La Carità (Na). Alcuni dei destinatari degli arresti, inoltre, consegnava le dosi di droga anche a domicilio o sui luoghi di lavoro degli assuntori.

Insomma, una sorta di servizio pony express della droga, per aumentare l’efficacia del servizio di spaccio.

Intanto ieri tra Marano e altri comuni del napoletano era stata messa a segno una altra imponente operazione contro il narcotraffico.

Nella rete degli arresti è finito anche un carabiniere, che solo dodici anni prima aveva addirittura ricevuto un encomio proprio per la sua lotta al narcotraffico. Lui, un brigadiere, avrebbe favorito la rete di spaccio forse anche rivelando atti coperti, con l’aggravante di aver favorito quei clan che lui - almeno sulla carta - avrebbe dovuto combattere. L. C. da ieri in cella, è stato per anni il punto di forza dei reparti investigativi di Castello di Cisterna. Non è l’unica divisa da ieri al centro di indagini del pool anticamorra. Nella serata di ieri sono stati convocati in Procura altri quattro carabinieri, su di loro ci sono verifiche in corso.