Benevento

Premessa: chi vi scrive è un pepe, pertanto un pepe può solo fare un articolo da pepe, volendo se si impegna riesce pure a farlo “con la nocca”. Prendetelo per quello che è, senza farne drammi o senza alcuna j'accuse verso Tizio o Caio…

Ormai condannati a tornare da Diletta (fosser' tutt' accussì e condann…) oggi voglio soffermarmi su alcune delle frasi celebri, dei ritornelli che ci hanno accompagnato durante l’annata agonistica, frasi e ritornelli che purtroppo se li avesse detti Frate Indovino non avrebbe venduto più calendari:

Partiamo con ... “Non saremo una meteora”. Forse delle tante è la frase più azzeccata di tutte perché noi in effetti non siamo stati nè una meteora , nè un asteroide, ne pulviscolo spaziale… Ci siamo polverizzati prima ancora di iniziare il viaggio.

Continuiamo con “il nostro campionato inizia Domenica”… tutto giusto ma forse c simm’ scudat’ di aggiungere di quale anno. Evidentemente eravamo così abituati alla cinquantina di partite in Serie B dello scorso anno che a Dumeneca era considerato giorno di riposo. 

E che dire del “io ci credo ancora” esclamato al termine dell’ennesima mazzata domenicale? In questo caso il sacro Credo religioso si é mischiato al profano Credo calcistico, forte di quella fede maniacale che il tifoso ha sempre e comunque che fa il pari con la Fede (qui è d’obbligo il maiuscolo) delle “bizzoche” che recitano rosari ed Ave Marie vivendo più in chiesa che a casa.

Per non parlare del “siamo solo a 2… 4… 7… 9 punti dalla quart’ultima”. Ogni Domenica o quasi il numero progressivo del distacco avanzava proprio come il ciclista che sul Mortirolo vede scattare il compagno di fuga e pensa “ma tanto prima o poi lo prendo”, mentre il fuggitivo diventa sempre più piccolo e lontano all’orizzonte. Forse pensavamo che si sarebbe giocato fino alla 329esima giornata  per permetterci il riaggancio.

Vogliamo aggiungere il “sfatiamo il tabù trasferta”? Ci siamo andati vicini relativamente presto se na’ capuzzat’ e Pavoletti non avesse spento gli entusiasmi in terra sarda. Potevano replicare a Genova alla vigilia di Natale ma lì ci ha pensato il portiere “forte nelle uscite” (cit. Belec alla prima intervista da Doriano) a c’ ntussecà cardone e capitone. Abbiamo dovuto aspettare 8 mesi ed un perticone venuto dal Mali più forte pure di una VAR cecata per riuscirci. E menu mal p’cchè ati 3 ne eran rimast’…

Mi approssimo alla conclusione ricordando… ”BRIGNOLI !!!!” . L’exploit del portiere giallorosso non è passato inosservato ed ha fatto si che il suo nome o comunque quello del Benevento abbia fatto il giro del mondo tanto da essere fra le 10 parole più cliccate su GOOGLE (questo l’ho letto su un social, non so se sia vero ma a me ch m n fott’… u scriv u stess). Come aneddoto posso raccontarvi che un giorno all’uscita di scuola mio figlio mi ha detto che la prof stava spiegando il Ducato Longobardo che aveva per capitale Benevento quando un suo compagno di classe si è alzato ed ha urlato “BRIGNOLI” e tutta la classe è scoppiata in una risata. La prof ha risposto “… che stavano parlando di storia e non di calcio”. Morale: pur ess’  cunuscev Brignoli e sapev’ tutto della capata oltre il 90esimo. 

Bene, la pepaggine è terminata… Anzi no, mi rivolgo al Sindaco Mastella, ai Vigili del Fuoco, alla Protezione Civile ed anche a tutti voi cari concittadini Beneventani. C’è da fare un ultimo grande ed eroico gesto. Ricordate la frase “se n’edda carè l’Arc e Traiano se nun  restamm in serie A !!” . Ja, Preside’, ma pure tu. Con tanti monumenti proprio l’Arc di Traiano dovevi nominare? Non te ne potevi uscire con “se n’edda carè chill’ obbrobio incompiuto che sta di fronte u Duomo?” . Forse la retrocessione sarebbe stata più apprezzata!!!!

Scugnizzo 69