Benevento

Intervistato da Radio Rai, il presidente del Benevento Oreste Vigorito ha parlato a trecentosessanta gradi all'indomani della matematica retrocessione in serie B. Ecco le sue parole:

“E' stato un anno in cui ho potuto apprezzare gli stadi e gli spettacoli offerti dalle tifoserie italiane che nel calcio danno il meglio di sé stesse. Noi abbiamo avuto un problema vero: quello di essere arrivati in serie A all'ultimo momento. Siamo saliti su un treno in corsa e ci siamo trovati in un vagone con passeggeri che non ci aspettavamo. E' stata una situazione che ci ha penalizzati molto. Nel girone di andata abbiamo collezionato record negativi, ma nel frattempo maturavamo sempre di più raggiungendo la consapevolezza che in serie A non ci si può arrivare in questo modo. Serviva qualche anno di esperienza in serie B, creando una struttura portante di squadra. Ogni anno retrocedono sempre le neopromosse. Quando si salva qualcuna si grida sempre al miracolo, ciò vuol dire che nel mondo del calcio qualcosa non funziona”.

COSTRUIRE - “Dobbiamo costruire qualcosa che ci è mancato quest'anno. Abbiamo un settore giovanile con oltre 500 iscritti. Bisogna arrivare in serie A quando si è pronti strutturalmente a livello calcistico. Lo stesso errore non lo farò. Sicuramente costruirò una squadra per fare la B e se sarà capace di evolversi, ben venga la promozione. Altrimenti rimarremo tra i cadetti. Se noi ci facciamo prendere dalla smania di tornare subito, rischiamo di sprofondare in Lega Pro. 

CIRO - “Era un tifoso del Milan. Quando c'era una partita non si respirava altro che San Siro. Sembra un caso, ma l'unica squadra che tra andata e ritorno non ci ha battuti è stata proprio il Milan. Passeggiavo per San Siro pensando a lui, a quanto mi abbia dato una mano per chiudere al meglio il campionato. Non ero il conquistatore di San Siro, ma ero assorto nei miei pensieri nei confronti di una persona che vive ancora dentro di me”.

TUTTI IN DISCUSSIONE - “La squadra del futuro deve essere costituita da chi ha il giallorosso dentro. Diabaté? E' un grande calciatore, ma è in discussione come tutti gli altri. Se abbiamo perso tante partite è sicuramente anche per errori dirigenziali, ma non ero io ad andare in campo”.