Il pm Assunta Tillo aveva proposto tre condanne, due quelle decise dal Tribunale. E' la sentenza pronunciata al termine del processo a carico di quattro imprenditori chiamati in causa, a vario titolo, da un'indagine diretta dalla stessa dottoressa Tillo e condotta della guardia di finanza di Solopaca. Nel mirino degli inquirenti una presunta associazione per delinquere finalizzata all'emissione di fatture per operazioni ritenute inesistenti; fatture il cui utilizzo avrebbe avuto come conseguenza l'evasione delle imposte dirette ed indirette.
In particolare, il collegio giudicante (presidente Polito, a latere Loffredo e Telaro) ha condannato ad 1 anno, per mancata produzione delle scritture contabili per il 2010, e fatture false, Giuseppe Rinaldi (avvocato Guido Principe), 55 anni – per lui pena sospesa -, titolare di una ditta con sede a San Salvatore Telesino, indicato come il promotore del sodalizio che gli inquirenti erano convinti di aver fatto emergere; e Salvatore Nero, 53 anni, di Puglianello.
Rinaldi è stato invece assolto dall'accusa associativa – già prescritta in precedenza per altri imputati -, in linea con le conclusioni della rappresentante della pubblica accusa -e sia nei suoi confronti, sia di Nicola Barbato Pacelli, 61 anni, di Castelvenere, è stato stabilito il non doversi procedere per l'intervenuta prescrizione di un addebito in materia di fatture false. Infine, assolta dall'accusa di riciclaggio Marina Anna Pilla (avvocato Vincenzo Regardi), 56 anni, di San Salvatore Telesino, per la quale il Pm aveva sollecitato la condanna a 2 anni ed 8 mesi. Due anni, invece, erano stati chiesti per Nero e Rinaldi, oltre alla prescrizione per Pacelli.
I fatti finiti al centro dell'inchiesta andavano dal 2008 al 2011, ed erano stati ritenuti meritevoli del vaglio del dibattimento dal gup Maria Ilaria Romano, che nel novembre 2016 aveva disposto i rinvii a giudizio.
Esp