di Luciano Trapanese
Il dito medio di Sarri e l'assalto al potere juventino. La meraviglia per il gol del gigante Koulibaly, in una squadra caratterizzata dalle magie dei «tre puffi in attacco». Il murales dedicato al tecnico degli azzurri, proprio come quello che raffigura il dio del calcio, Diego Armando Maradona. La città in festa. I meriti di una squadra che ci ha creduto fino alla fine. La resa di una Juve che ha rinunciato a vincere. Tutti temi che anche la stampa estera ha messo in evidenza. E che raccontano, anche oltre i confini, una vittoria storica – comunque finisca -, quella centrata ieri dal Napoli in casa dei bianconeri. (Guarda il servizio di 696 tv)
Per il Guardian – che segue da vicino il campionato italiano -, quella del Napoli è davvero una vittoria contro il potere. Sportivo, certo (sei scudetti di fila lo testimoniano), ma anche “politico”, in senso calcistico. Il potere di una squadra che vince da sempre, che ha una prevalenza economica indiscussa. E che ha un peso nei palazzi che contano certo più rilevante di quello degli azzurri. Una lettura “antiestablishment”, quasi come quella affidata ai commentatori politici della terra di Albione all'indomani dell'affermazione elettorale di 5Stelle e Lega.
La vittoria del più debole. Dell'anarchia in salsa partenopea opposta al potere costituito. Della fantasia contro l'organizzazione. Degli indiani che assaltano Fort Apache. La pensano così anche i tifosi d'Oltremanica. Nei commenti sperano in gran parte nella vittoria finale degli azzurri. Un po' – con le dovute proporzioni, quella era una sorpresa assoluta – come lo scorso anno in Italia si sono tutti trasformati in tifosi di Leicester, e non solo perché in panchina c'era mister Ranieri.
C'è chi teme che il Napoli non abbia la stessa forza mentale dei bianconeri e che non riesca a vincere tutte le partite da qui alla fine. Chi invece si dice sicuro della vittoria dei ragazzi di Sarri «perché la Juve non vince con l'Inter e la Roma».
E' un'ondata di simpatia pro Napoli. Un po' come è capitato al Benevento dopo il pari dell'andata con il Milan (reso storico dal gol di un portiere). Che ha raccolto consensi anche al termine della positiva sfida del Meazza, dove – in verità – c'erano pure acide riflessioni sui rossoneri.
Non sono mancati gli sfottò a Buffon – che aveva usato parole molto dure contro l'inglesissimo arbitro Oliver dopo la sfida con il Real Madrid (e che non gli sono state perdonate): «Avrà detto a Koulibaly che non poteva fare gol a un portiere di 40 anni...».
Fuori dai confini – ma forse anche dentro -, la sfida tra le prime due del campionato italiano è vissuta così. Gli indiani napoletani contro le giacche azzurre torinesi. Savoia contro Borbone. Potere contro fantasia. E molti sperano, per una volta, che la fantasia arrivi davvero al potere. Sarebbe una notizia: quello slogan, figlio del '68, compie in questi giorni mezzo secolo. E potrebbe diventare realtà.