Avellino

 

di Andrea Fantucchio 

Dodici anni di reclusione in due. La richiesta del piemme per gli imputati nell'inchiesta su un presunto giro di baby prostituzione nel circolo l'Incontro di via Vasto ad Avellino. Si stanno celebrando in questo momento i due riti abbreviati del titolare del locale, il 70enne di Mercogliano F.D.V., e l'87enne di Lapio, M.L..   

Il pubblico ministero nella sua requisitoria ha chiesto 8 anni di reclusione e 40mila euro per F.D.V., 4 anni e 4mila euro per l'altro imputato. Adesso stanno discutendo le difese delle parti civili. Poi toccherà ai difensori degli imputati: gli avvocati Claudio Frongillo, Giovanni Iacobelli, Ennio Napolillo e Generoso Pagliarulo. Intanto il titolare del circolo ha depositato una nota nella quale riconosceva gli addebiti e si scusava con le persone offese. Rigettate invece le questioni preliminari sollevate dalla difesa di M.L., rappresentata da Pagliarulo e Iacobelli, inerenti fra le altre cose all'incompetenza per materia del giudice e alla nullità del capo di imputazione. Le parti civili, affiancate dai penalisti  Romeo Barile, Marino Capone, Giovanni D'Ercole, Paola Forcione e Michele Scibelli, si sono opposte. Nelle prossime ore dovrebbe poi arrivare la sentenza del giudice per le udienze preliminari, Isabella Iaselli.

L'inchiesta è scaturita dalle denunce delle minorenni difese dagli avvocati Romeo Barile, Marino Capone, Giovanni D'Ercole, Paola Forcione, Danilo Iacobacci, Michele Scibelli e Fabio Tulimiero. Hanno raccontato degli incontri a sfondo sessuale che sarebbero avvenuti nel circolo di via Vasto dove alcune di loro avevano anche lavorato. Traccia investigativa sviluppata grazie all'ingente mole di intercettazioni ambientali e telefoniche raccolte dai carabinieri del nucleo investigativo di Avellino, agli ordini del capitano Quintino Russo. Il fascicolo è stato poi trasferito alla procura napoletana sezione "Fasce deboli" che si occupa di reati come la prostituzione minorile.

Intanto le prove raccolte erano valse l'arresto per i due imputati e un terzo uomo che ha già patteggiato a due anni con pena sospesa. L'inchiesta aveva creato molto scalpore in città, superando velocemente anche i confini della provincia irpina e raccogliendo l'attenzione dei media nazionali.