di Siep
E diffida è stata. Se il Consiglio comunale non approverà il Bilancio di previsione 2018-2020 entro 20 giorni, la Prefettura scioglierà il consiglio e a piazza del Popolo arriverà il commissario. Ultimo atto dell’amministrazione Foti scandita dal conto alla rovescia.
Il decreto di diffida del Palazzo di Governo è partito lo scorso 17 aprile, ma la notifica è avvenuta solo ieri.
Tutto notificato a sindaco ed assise. Una nuova tegola per l’amministrazione Foti, insomma, che è riuscita ad approvare il previsionale in giunta solo lo scorso 13 aprile, e che ora conta di chiudere per la metà di maggio.
All’appello, infatti, manca ancora il via libera del collegio dei revisori. Poi si potrà calendarizzare la seduta, ma solo dopo che il documento contabile abbia passato il varo della presidenza del Consiglio per dieci giorni.
Insomma, ultimi giorni da sindaco non semplici per il primo cittadino uscente, senza maggioranza e che ieri ha visto andare in scena il solito copione. I consiglieri dello schieramento del sindaco hanno disertato l’appuntamento tra i banchi del consiglio in prima convocazione. Foti in prima battuta si era detto certo che non sarebbe accaduto, visto che sarebbe stato certo il commissariamento.
E poi c’è il precedente per l’amministrazione che l’anno scorso fu diffidata per i ritardi sul previsionale. «In seconda convocazione – prosegue il sindaco di Avellino – bastano 11 voti. E ricordo che abbiamo approvato un Consuntivo con 7 voti» .
Insomma, l’obiettivo di Foti è quello di lasciare il Palazzo con le carte a posto. Nessuna ricandidatura all’orizzonte, certo, ma la voglia e l’obbiettivo di chiudere i conti, per non lasciare problemi aperti a chi verrà.
Nel merito, a dettare il cronoprogramma che di qui a 20 giorni dovrà portare all’approvazione del documento contabile, è il vice sindaco con delega alle Finanze, Maria Elena Iaverone:
In pochi giorni la Iaverone punta ad incassare l’ok del revisore dei conti. Poi sarà decisa la data del consiglio.
Il primo cittadino, intanto, e i suoi fedelissimi si appellano ai consiglieri e chiedono collaborazione, per amore della città.