Avellino

 

di Simonetta Ieppariello

Un accorpamento, un decreto che potrebbe garantire più posti letto per i malati in Irpinia. Stamane la conferenza stampa dei vertici della sanità irpina per illustrare i dettagli della nuova svolta.

“Il Decreto n°29/ 2018 non salva il Landolfi e non lo annette al Moscati, bensì riorganizza, migliorandola, l’Azienda Ospedaliera”. Il manager Angelo Percopo si dice soddisfatto della decisione da parte del Commissario della Sanità campana, Vincenzo De Luca, di unire i due presidi. Un procedimento che unisce due ospedali sotto l'unico tetto di una unica azienda ma che lascia aperte le due strutture.

“Non vorrei più parlare di Avellino e Solofra. L’azienda è unica che espleta le sue attività in due stabilimenti. Tutto ciò può essere l’anticamera di altri fattori che potranno essere realizzati”. Così il Direttore Generale dell’azienda Moscati Angelo Percopo. 

“Così vince la sanità perché si include, non si sottrae o peggio ancora si abolisce. Dodici chilometri non saranno più nulla”. Percopo e Maria Morgante fanno un plauso all’accorpamento del Landolfi di Solofra e il Moscati di Avellino.  “L’Asl non lascerà Solofra – spiega Morgante – Sul territorio resteranno restano la salute mentale, l’hospice oncologico e presto anche un centro per i disturbi alimentari”. All’orizzonte, però, c’è anche la possibilità della realizzazione di un polo specialistico dedicato all’Oculista. Ad oggi con l’accorpamento si avranno 628 posti letto, invece, di 562.

Ma le polemiche non si placano, a partire dalla bagarre  proprio per lo spostamento al Landolfi del reparto di oculistica e la riduzione dei posti letto a Contrada Amoretta. 

Il Landolfi passa dunque dall’Asl al Moscati e ora sarà garantito il presidio di pronto soccorso e si aggiungono altri reparti come oculistica e geriatria. Il Decreto 29, inoltre, garantirà il riconoscimento di Dea di Secondo Livello.

Anche il sindaco della Città della Concia, Michele Vignola, nel corso dell’incontro con la stampa ha espresso il proprio plauso per il decreto spiegando: 12 chilometri se prima erano una minaccia, ora la stessa distanza dal capoluogo è una ricchezza. 

«Manteniamo tutti i reparti, aumentiamo i posti letto da 104 a 151, non siamo più un ospedale generalistico ma specialistico e aggiungiamo il polo oculistico con una sala operatoria, geriatria, recupero abilitazione funzionale e un ambulatorio di medicina del lavoro. Ma sui posti letto persi lotterò perché restino in provincia e mi batterò, insieme agli altri sindaci, per potenziare gli altri ospedali di Sant’Angelo dei Lombardi, Bisaccia e Ariano Irpino”.

Ma dai banchi del consiglio comunale di Avellino arrivano le proteste ufficiali,

«La città viene espropriata di alcuni reparti», denuncia in Aula Dino Preziosi(capogruppo “La Svolta”). «Arriviamo sempre dopo, a decisioni ormai prese», ribadisce Giancarlo Giordano (gruppo “Si può”). Secondo i due referenti dell’opposizione il procedimento danneggerà il capoluogo.

«Perdiamo reparti - dice Preziosi - quando la città ospedaliera doveva accogliere più reparti per la creazione di un centro altamente e plurispecialistico. La chiusura degli altri ospedali avvenne per questo: la creazione del polo unico. Foti presiede il comitato di rappresentanza dei sindaci sulla sanità. Dovrebbe prendere una posizione chiara e ribadire che le eccellenze non vadano rimosse dalla città».

Se dal canto suo, il primo cittadino, annuncia che, il prossimo 2 maggio, il comitato dei sindaci si riunirà per affrontare l’argomento. Secondo Giordano, Foti dovrebbe chiedere certezze e rilancio al Governatore De Luca per il capoluogo irpino.