Benevento

L'arcivescovo di Benevento Felice Accrocca questo pomeriggio ha raggiunto Sassinoro per celebrare messa presso il presidio che da giorni è stato istituito per dire no alla costruzione di un nuovo impianto di compostaggio e trattamento dei rifiuti nella valle del Tammaro. Il Pastore della Chiesa beneventana è stato accolto da don Gennaro Di Bonito, parroco di Sassinoro e da don Antonio, della vicina diocesi di Campobasso.

L'arrivo dell'arcivescovo Accrocca è stato accolto con gioia ed entusiasmo da parte dei tanti che ormai da due settimane presidiano il territorio. Una decisione, quella di monsignore Accrocca arrivata dopo che nei giorni scorsi aveva 'invitato don Gennaro a non mettere in pratica la protesta con il blocco della vicina Statale 87. l'arcivescovo si schiera al fianco dei residenti senza se e senza ma.

“Non voglio creare allarmismi ma mi piacerebbe che questo territorio rimanesse così com'è. Mi piacerebbe vedere uno sviluppo per questa terra di tutt'altro tipo. 
A queste persone che sono qui dico e chiedo di essere compatti. Bisogna unire le forze intorno ad un progetto comune. Bisogna farlo con i modi giusti per non fare passi falsi. Bisogna cercare di richiamare l'attenzione su questa delicata questione. La protesta deve interessare quanta più gente possibile e non rimanere confinata a Sassinoro.
Credo che sia importante – ha rimarcato più volte l'arcivescovo - che sindaci ed istituzioni parlino tra loro e facciano fronte comune. Il mio appello è quello di vagliare il rischio ambientale, l'impatto ambientale la mia paura è che si possano inquinare le falde del fiume, del Tammaro. A due passi c'è anche la diga di Campolattaro. Secondo me – ha concluso - bisogna battere la pista ambientale può rappresentare una possibilità per questo territorio, a questa protesta.

“Siamo riusciti ad aprire un tavolo di discussione con la Regione. Finalmente che al di là dei tecnicismi si è parlato anche di problemi ambientali”. Così Pasqualino Cusano, sindaco di Sassinoro commenta la prima audizione che si è svolta ieri in Regione su richiesta del consigliere e vicepresidente della Commissione Agricoltura, Erasmo Mortaruolo.

“Abbiamo fatto capire ai nostri interlocutori che è opportuno valutare meglio le cose fatte fino a questo momento. Sassinoro nelle autorizzazioni non compare come territorio sottoposto a vincoli ambientali. Ora ben venga un approfondimento che vada oltre ai progetti, è opportuno – conclude il primo cittadino - dove va a collocarsi un impianto del genere e se è compatibile con un contesto come il nostro territorio”.

Soddisfatto dell'audizione anche il presidente del Comitato civico 'Tutela e rispetto del Territorio', Nicola Zacchino: “Da parte della politica c'è stata una piccola apertura e per noi è l'inizio di un percorso che potrebbe portare ad una risoluzione del problema che mina le falde acquifere che di qui a qualche anno dovranno diventare potabili”.

Zacchino poi pone l'accento sul tipo di impianto previsto nell'area industriale di Sassinoro: “Questo è un impianto di un privato, non è pubblico. Abbiamo già lo Stir di Casalduni che svolge lavorazione di rifiuti a pochissimi chilometri da qui”

Ora la speranza è che nell'audizione fissata nei primi giorni di maggio, la Regione faccia un passo indietro e revochi l'autorizzazione per la costruzione di questo impianto.

Al.Fa