Napoli

Lo hanno arrestato prima che facesse danni, prima che lanciasse la sua auto contro la folla, come gli avevano ordinato via chat i vertici di una organizzazione terroristica legata allo Stato Islamico di Al Baghdadi.

Lui è poco più di un ragazzino, Alagie Touray, 22 anni, nato in Gambia, ospitato in Italia in un centro di prima accoglienza in attesa di un visto, una struttura alberghiera riadattata.

L'ordine di custodia, che era stato richiesto sei giorni fa dalla Procura di Napoli, è stato firmato dal Gip di Napoli.

Il 22enne è stato raggiunto in una moschea di Licola, in provincia di Napoli, e arrestato. Si sono mossi Digos e Ros dei carabinieri per chiudere una operazione che ha dell'incredibile per come si è sviluppata. A rendersi conto che il ragazzo avesse giurato fedeltà al Daesh sono stati agenti dell’intelligence spagnola, impegnati in verifiche sui social. Proprio da un account Telegram, utilizzando il proprio smartphone, Alagie Touray aveva registrato e postato il proprio giuramento: "Giuro di prestare fedeltà al Califfo dei musulmani Abu Bakr Al Quaraishi Al Baghdadi, nei momenti difficili e facili, nel mese di Rajab giorno 2 e Allah è testimone di quello che dico".

Immediata la comunicazione alle autorità italiane e l'inizio delle investigazioni da parte della Procura napoletana. Una volta fermato, il 22enne ha ammesso di aver ricevuto ordini precisi di preparare un attentato, utilizzando un'auto e lanciandosi sulla folla, come ha tenuto a precisare il procuratore di Napoli Giovanni Melillo, nel corso di una affollatissima conferenza stampa alla quale hanno preso parte anche il capo della polizia Franco Gabrielli e il comandante interregionale dei carabinieri Vittorio Tomasone. Il giovane era sbarcato un anno fa a Messina con altri 638 migranti, 209 dei quali venivano dal Gambia ed erano partiti dalla Libia: aveva presentato una richiesta di asilo politico.