Benevento

(fed. fes.)  - E' stato trasferito presso il carcere di Benevento Alagie Touray, il 22enne gambiano arrestato per una presunta affiliazione a gruppi terroristici che fanno capo allo Stato Islamico.

Il 22enne è in una cella in isolamento ed è in attesa dell'interrogatorio di garanzia davanti al giudice. Prima di questa fase non potrà aver alcun contatto con altri detenuti, così come anche per le prossime settimane il giovane sarà tenuto sotto stretta vigilanza per evitare che possa subire condizionamenti esterni. La speranza è che possa collaborare con le autorità e che possa rivelare i nomi della rete di infiltrati che sarebbe pronta ad agire in Italia.

In tal senso, è stato lo stesso capo della polizia Franco Gabrielli a rivelare come nella rete degli investigatori ci siano già una decina di nomi da sottoporre a verifiche approfondite.

La radicalizzazione è stata scoperta proprio all'interno del carcere di Benevento, in particolare dai medici, che hanno notato sulla sua fronte la classica ferita dei ferventi islamici, che si piegano fino a battere la testa a terra quando pregano.

Un segno chiaro che mette in discussione almeno una delle sue linee difensive, che si trattasse tutto di uno scherzo e che di terroristi lui, Alagie Touray, non ne ha visto nemmeno l'ombra.

Che dica meno di quanto sa ne è convinta il gip Isabella Iaselli che ha accolto la richiesta di custodia cautelare avanzata dal procuratore Melillo di Napoli, titolare dell'inchiesta.

Come si ricorderà, all'arresto del gambiano si è giunti su segnalazione dei servizi spagnoli, che hanno notato su Telegram, un social molto attivo tra gli immigrati africani, i continui riferimenti alla rivoluzione islamica “postati” da Alagie. In paertricolare unbo degli ultimi riguarda il suoi giuramento di fedeltà allo Stato islamico, dal quale avrebbe ricevuto, attraverso contatti sulla rete, l'ordine di lanciarsi sulla folla con un'auto. Da notare che ancora oggi tutti gli account del presunto territosta, sia su Facebook sia su Istagram, sono attivi.