Niente udienze penali in tutta Italia, il 2 ed il 3 maggio, per l'astensione proclamata dall'Unione delle Camere penali contro “il mancato inserimento dei decreti legislativi attuativi della riforma penitenziaria nei lavori delle Commissioni speciali parlamentari”.
Alla protesta non prenderanno parte- va rispettato un intervallo minimo tra due 'stop' - i circondari di Santa Maria Capua Vetere e Salerno, che al momento dell'indizione dello 'sciopero' nazionale ne avevano decisi altri tra il 17 ed il 23 aprile.
La mobilitazione è stata stabilita “per riaffermare, assieme a tutti coloro che in questi mesi si sono espressi a favore di una sollecita ed integrale approvazione dei decreti, il forte dissenso dell'Avvocatura penale nei confronti di una politica che calpesta i diritti fondamentali dei detenuti, negando i principi propri della Costituzione e dei trattati internazionali da tempo sottoscritti dall'Italia”.
Dall’ 8 gennaio 2013 – spiegano i penalisti - “tale riforma ci viene chiesta dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Dal 2015 al 2016, gli Stati Generali dell’Esecuzione Penale hanno elaborato dei veri e propri articolati per consentire il miglioramento delle condizioni detentive e l’effettiva applicazione dei principi costituzionali. Nel giugno 2017 il Parlamento ha delegato il Governo ad emanare i decreti legislativi che potessero consentire di realizzare la riforma. Da luglio 2017 a marzo 2018 le Commissioni ministeriali hanno prodotto una serie di schemi di decreti, uno dei quali – avente, tra l’altro, ad oggetto, come richiesto dalla Delega, il maggior ricorso alle misure alternative o di comunità – è stato approvato dal Consiglio dei Ministri ed ha ottenuto i pareri delle Commissioni Giustizia di Camera e Senato. Oggi lo schema di decreto è oggetto di un’inconcepibile ostruzione politica a due passi dalla sua approvazione”.
Blocco delle attività, dunque, salvo i casi previsti dal codice di autoregolamentazione, e a Roma, il 3 maggio, una manifestazione con la quale “sensibilizzare la politica, l'opinione pubblica e l'informazione, al fine di ottenere l'inserimento dei Decreti Legislativi approvati dal Consiglio dei Ministri nell'ordine del giorno delle Commissioni speciali”; e ribadire “l’improcrastinabile necessità di concludere la fase di approvazione di questa riforma, frutto di anni di confronto, di elaborazione e di lavoro di tutti gli operatori del settore e posta a tutela dei valori costituzionali, della dignità dei condannati e della sicurezza di tutti i cittadini”.
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