Avellino

Il successo di ieri sera non ha esaltato nessuno. Addetti ai lavori, pubblico e giocatori stessi. Normale, verrebbe da dire. Come un'amante ferita si attacca alla bottiglia così la Scandone, contro Cremona, ha vinto per dimenticare. Dimenticare una sbornia lunga mesi, un'annata da cancellare e tutto quello che, come detto da coach Frates nel post gara, "poteva essere e non è stato". Niente applausi, niente gioia. Non c'è vittoria che tenga. Il roster biancoverde è uscito dal parquet tra i fischi dei tifosi irpini. "No surprises", direbbero i Radiohead.

La Scandone ha centrato il suo quarto successo nel girone di ritorno contro una Vanoli che, dopo una stagione da favola, è apparsa sottotono. Questo non sminuisce la prestazione comunque positiva della Sidigas, anche perché a farlo ci hanno pensato, nelle giornate precedenti, gli stessi protagonisti in maglia biancoverde. Cavaliero, tornato ieri sera su buoni livelli, e compagni hanno spento a metà campionato la propria voglia e, dopo poco, anche quella dei propri tifosi, centrando così la seconda stagione sottotono di fila.

Non è un caso che, ad un anno di distanza, la Scandone si ritrovi con esattamente gli stessi punti in classifica (22) dopo ventinove giornate di campionato. La svolta caratteriale proclamata ad inizio anno, ovviamente, non c'è stata. Ma se la versione 2013/2014 non aveva mai illuso, la delusione di questa stagione è stata ben più dura da digerire. Fino allo scorso dicembre, alla vigilia del match con Brindisi, la Sidigas viaggiava con il vento in poppa di chi, con tre vittorie di fila, si era portata ad un passo dal quinto posto in classifica e sembrava aver svoltato la propria stagione.

Un'illusione. La svolta arrivò, ma in negativo. E nemmeno Frates e Green, seppur con qualche mirabile risultato, sono stati in grado di cambiare il corso di una squadra segnata da troppi personalismi e da una mancanza di carattere evidente. La Scandone ha vinto, per dimenticare. C'è da giurare che non lo faranno i tifosi. C'è da sperare che la società li imiti per evitare, nel prossimo campionato, di ripresentare sul parquet una squadra senza voglia.

Alessio Bonazzi