Napoli

Solitamente prolisso oltremisura e anche di più fa specie il silenzio a oltranza di De Laurentiis dopo quanto accaduto nel week end. Qualche intervista alcune settimane fa in cui venivano palesate le solite prospettive future e futuristiche: stadio ora qui ora lì in stile castello errante di Howl, il centro di allenamento diventato come il ponte sullo Stretto, e poi addirittura la formula E e distrattamente uno sguardo al campionato, poi più nulla.

Nessun commento sui fatti di Milano, nulla di nulla sulla sconfitta di Firenze dove non era neppure presente, almeno ad oggi, due maggio, dopo uno scudetto sfumato per varie ragioni.

Cosa pensa la società di quanto accaduto a Milano? Cioè cosa pensa Aurelio, visto che la società per caso o per sua volontà è essenzialmente lui?

Parlerà di arbitri come ha fatto tre settimane fa per schierarsi al fianco di Andrea Agnelli nelle rivendicazioni post bidone dell'immondizia cardiocircolatorio o per amicizia eviterà qualsivoglia commento che potrebbe apparire distonico dal collega? Magari, sempre per amicizia, potrebbe dire che Orsato ha arbitrato benissimo facendo i complimenti a “Taglia” come Allegri, chissà.

Sarebbe importante per tifosi e stampa capire o anche solo carpire il pensiero del numero 1, ma anche 2, 3 e 4 azzurro.

Post Real – Juventus, il patron ebbe a dire: “Sono d'accordo con Agnelli che si è lamentato anche lui di Collina, qui si tratta di dire: signori, sediamoci a un tavolo, parliamone. Quello che trovo disturbante è che sembra che siamo ancora a scuola quando ti mettono dietro la lavagna” e ancora “Se siamo in un clima democratico tutti possiamo parlare e dobbiamo parlare per migliorarci, che è il nostro scopo. La Var va benissimo in qualunque tipo di competizione, ma va migliorata, va estesa, serve un decalogo di come si utilizza la Var e ogni anno va messa a punto”.

Eh si, siamo in un clima democratico, in Europa come in Italia, dunque le domande e le rivendicazioni di Aurelio post Real potrebbero valere anche post Inter – Juve: o in Italia è disposto a fare lo scolaretto? O in Italia non serve parlare per migliorarsi (che è il nostro scopo...aggiungeva)? E' contento di com'è stata utilizzata la Var a Milano e Firenze e nelle partite precedenti? Quel decalogo serve ancora?

Domande che attendono risposte ad oggi mai arrivate, né da lui né dal resto della società. Un silenzio imbarazzante per una squadra che ha perso uno scudetto e che mette in evidenza uno dei limiti più palesi e dei gap più forti tra Juve e Napoli, che vanno ben oltre quelli del campo dove pure la società azzurra ha le proprie responsabilità.

La Juve ha Agnelli, Marotta, Paratici, Nedved, e più di 50 persone in dirigenza, e quando bisogna intervenire si interviene, a volte in maniera sgraziata, antipatica e ai limiti del patetico ma tant'è... al Napoli c'è Adl, punto, e quando e se batterà un colpo (non di mercato naturalmente, su quel tasto inutile battere), lo deciderà soltanto lui.

Cristiano Vella