Benevento

Che sia una persona con problemi psichici, lo hanno confermato un paio di consulenze che hanno accertato l'esistenza di un evidente disturbo che lo affligge. Ma vallo spiegare a quella ragazzina, ed ai suoi genitori che ne hanno raccolto la preoccupazione, costretta ad ascoltare e leggere frasi che inevitabilmente l'hanno impaurita.

Io ti parlo in nome di Dio, sarai punita...” le avrebbe detto un 46enne di Benevento, già noto alle forze dell'ordine, per il quale è stata disposta la libertà vigilata in una comunità protetta. Assistito dall'avvocato Luca Russo, l'uomo comparirà venerdì, per l'interrogatorio, dinanzi al gip Maria Ilaria Romano, dopo essere finito al centro di un'indagine del sostituto procuratore Marilia Capitanio. A suo carico l'accusa di stalking, ravvisata nelle condotte che avrebbe mantenuto nello scorso febbraio nei confronti di una quattordicenne della città.

La minore sarebbe finita nel mirino delle sue 'attenzioni', ritenute dagli inquirenti persecutorie e moleste. Oltre a seguirla, l'avrebbe avvicinata in qualche occasione lungo il viale Mellusi, all'altezza di una fermata del bus. Lei stava aspettando di salire a bordo per andare a scuola, lui l'avrebbe infastidita pronunciando parole senza senso. Intrise, oltre che di pseudo riferimenti religiosi, anche di implicazioni minacciose.

Come quel “ti staccherò la testa” che aveva comprensibilmente spaventato la giovanissima, che aveva poi dovuto fare i conti con espressioni dello stesso tipo vergate sulla pensilina riservata ai passeggeri dei pullman. Ecco perchè lei aveva raccontato tutto al papà ed alla mamma, che avevano provveduto a presentare una denuncia. Di qui l'avvio di un'inchiesta sfociata nella misura applicata all'indagato, più volte rimbalzato all'onore delle cronache, in passato, per i maltrattamenti di cui avrebbero fatto le spese i suoi genitori, ingiuriati e picchiati.

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