Avellino

 

di Marco Festa

Sette ore per passare dalla carica pre gara alla rabbia post partita. E allora, tutti in ritiro. L'Avellino, reduce dalla sconfitta casalinga con il Cittadella, scivolato in zona play out e atteso dalla sfida salvezza di sabato, al “Del Duca”, contro l'Ascoli, partirà domani mattina alla volta delle Marche dove si isolerà dalle pressioni dell'ambiente diventato in un  amen avvilito e preoccupato come certificato dalla dura contestazione, dentro e fuori lo stadio, scatenatasi al triplice fischio del confronto con l'undici di Venturato. Non c'è sosta. Si riparte. E si ripete l'ormai consueto appuntamento con la conta dei calciatori utilizzabili. In difesa Foscarini non avrà a disposizione con ogni probabilità Pecorini, acciaccato, e di certo Falasco, che era in diffida e si è macchiato della grave colpa di farsi ammonire a giochi fatti, per giunta allo scadere del recupero. Il mister trevigiano potrà invece contare di nuovo su Marchizza, al rientro dopo un turno di squalifica, e soprattutto su Ngawa. Il belga ha temuto e fatto temere il peggio facendosi male nell'avvio del match di Carpi, ma il guaio fisico rimediato si è rivelato molto meno grave del previsto: solo una contrattura all'adduttore della coscia destra. Oggi ha svolto lavoro atletico e sarà arruolabile. Farà parte dell'elenco dei convocati anche Bidaoui, al centro di un caso nelle ultime settimane poiché clinicamente guarito ma che non aveva dato l'ok al suo utilizzo denunciando il perdurare di dolore alla spalla destra, lussata contro il Pescara. E a proposito di spalle maledette: stagione finita per De Risio, andato k.o. nelle prime battute della contesta coi veneti. Ottimismo invece per l'affaticato Cabezas, oggetto misterioso del mercato biancoverde nonostante un grande potenziale rimasto però inespresso per una condizione che si è rivelata ben presto precaria. Per l'Avellino è il momento di ritrovare protagonisti, fare quadrato e di non perdere di vista l'obiettivo.