di Simonetta Ieppariello
Non c'è pace ad est di Napoli dove tutti gli equilibri tra cartelli e sodalizi sembrano essere saltati e si continua senza pace a sparare per imporre il comando su affari e piazze di spaccio. Ancora una stesa a San Giovanni a Teduccio, a pochi giorni dall'ultimo agguato mortale in cui, a perdere la vita, a rione Conocal, è stato un ragazzo di 19 anni.
Solito copione anche mercoledì sera, quando in dieci a bordo di potenti scooter sono arrivati e sono sfrecciati durante un concerto che celebrava le prossime nozze di due ragazzi. E hanno sparato, a pochi passi dalla coppia, dalla folla festante.
Solo tre giorni prima, un agguato di camorra. Ai contrasti tra clan potrebbe essere riconducibile l’ultimo episodio, quello che risale alla tarda serata di mercoledì. In via Villa Bisignano, San Giovanni a Teduccio si teneva una festa per una ragazza del posto. Sono le 23.40 circa quando sarebbe avvenuto il raid mentre cantava per la sposa un noto neomelodico.
Ma secondo quanto rilevato i poliziotti non avrebbero trovato bossoli. La dinamica potrebbe rivelare o l'impiego di pistole a salve, piuttosto che di altre armi che non lascerebbero bossoli.
Il sangue intanto è scorso il 26 aprile, quando i killer hanno sparato all’interno del Conocal hanno ucciso Emanuele Errico, 19 anni, colpito alla schiena. Il giovanissimo venne trasportato al Pronto Soccorso di Villa Betania ma è deceduto poco dopo, il ragazzo che era con lui è rimasto ferito a una gamba. L’agguato si collocherebbe nella lotta per il controllo sul traffico di droga e per la conquista delle piazze di spaccio del rione popolare. E a nulla sono valse le proteste dei cittadini onesti che abitano nel quartiere che due settimane fa hanno sfilato per le strade in una manifestazione organizzata dalla chiesa. I clan hanno sparato nello stesso giorno e lo hanno continuato a fare fino all'altra sera.