Sin prisa e sin pausa le boutade calcistiche sulla prossima stagione del Napoli, mentre resta ancora da giocarsi questa che vede gli azzurri ancora matematicamente, probabilmente solo matematicamente, impegnati nella lotta scudetto, già impazzano. Senza fretta e senza pause... come amava dire don Rafè, Rafa Benitez. Alcune di queste boutade riguardano infatti un ipotetico ritorno dello spagnolo sulla panchina del Napoli qualora Sarri decidesse di portare il sarrismo, la gioia e la rivoluzione altrove, lasciando ai menscevichi dei salotti tv e ai signori del capitalismo automobilistico il calcio italiano.
Qualcuno accoglierebbe persino con piacere un ritorno dello spagnolo, titolando ammiccanti “E' quello che ci vorrebbe”...come si dice a Napoli, ma o'vero fate?
Chi acclama Rafa ricorda Rafa o semplicemente ha appena letto Proust e il sapore delle madelenettes che è più buono a ricordarlo che quando si mangiavano dal vivo?
Una rinfrescatina: Benitez venne nel 2013, post Mazzarri, Adl vendette Cavani per 70 milioni, cui si aggiunsero i soldi della Champions raggiunta e in base a questi furono presi Reina, Higuain, Callejon, Albiol e Mertens. Fu una buona stagione, in cui la squadra eguagliò il record di 78 punti stabilito da Mazzarri, ed espresse un gioco nuovo, basato sul 4-2-3-1. Da ricordare Fernandez accanto ad Albiol, nella solita difesa allegra dello spagnolo, Britos terzino sinistro e l'equivoco tattico su Hamsik: partite debordanti contro partite portate avanti con un giro palla sterile beccando gol nelle varie disattenzioni difensive della retroguardia.
Lo scempio tuttavia si era compiuto nella stagione successiva: con l'incognita preliminari si scelse di non fare mercato, grazie ai buoni servigi dell'allora procuratore di Benitez, il potente Quillon, si rattoppò la squadra con Michu e David Lopez, più de Guzman, per rinnovare un centrocampo orfano delle partenze di Behrami e Dzemaili, e tornò Gargano.
Uno scempio evidente, di fronte al quale un allenatore dal nome importante avrebbe dovuto dimettersi in segno di protesta proprio per non accostare la propria storia a un disastro annunciato. Non avvenne, avvenne il disastro: quinto posto finale, Champions persa sia ai preliminari con il Bilbao che in campionato, appunto per il quinto posto finale.
Un 4 – 2 – 3 – 1 disastroso, con un centrocampo formato per la maggior parte delle volte da Gargano abile a rompere il gioco altrui ma soprattutto proprio e Inler ormai sul viale del tramonto.
Disastrosa fu la difesa, orfana di Reina cui fu sciaguratamente preferito Rafael che si sarebbe meritato tranquillamente il soprannome di Saponetta qualora non fosse già stato affibbiato in passato all'ottimo Luigi Turci, e Koulibaly che faceva notare una notevole potenzialità fisica, ma limiti tattici enormi su cui lo spagnolo mai intervenne (da ricordare i numerosi testa contro testa con Albiol, che costarono ad esempio la sconfitta di Bilbao).
Un oltranzismo presuntuoso e ottuso su un modulo inapplicabile a meno di avere una rosa da Hall of Fame, con mediani del calibro di Casemiro e Yaya Tourè, terzini del calibro di Marcelo e Carvajal... insomma tre quarti di Real Madrid, con l'aggravante che col Real Madrid intero, che Benitez allenò l'anno dopo, riuscì a farsi esonerare... conducendo una rosa che avrebbe vinto poi due, forse tre coppe dei campioni in quattro anni.
Certo, Rafa ha dei meriti: l'ossatura della squadra che ha visto Sarri fare tre record di punti consecutivi è sua, compreso quel tizio che avrebbe fatto bene a rimanere a Madrid, ha una faccia simpatica ed è una brava persona...troppo poco però per desiderarne un ritorno.
C'è poi un interrogativo fondamentale da porre al contrario: ammesso anche che la piazza spasimi per far tornare Benitez e desideri fortemente rivedere “capa e capa” di difensori e gol rocamboleschi degli avversari...don Rafè sarebbe disposto a ritornare e godere delle splendide sessioni di mercato di Adl, con gli evidenti problemi auditivi che fanno diventare la richiesta di acquisto di Mascherano l'acquisto di Gargano e la richiesta di acquisto di Griezman l'acquisto di De Guzman?
Cristiano Vella