Non si sarebbe trattato di un incidente, di un colpo partito per sbaglio, ma di un omicidio volontario. Parole che pesano come un macigno se a pronunciarle è il procuratore del tribunale di Lagonegro Vittorio Russo. Russo ha ripercorso la morte della 68enne Antonietta Ciancio, uccisa a Sapri, con un colpo di pistola alla nuca dal marito, il ragioniere 75enne Gabriele Milito. Tutto è accaduto nella casa che condividevano, mentre la donna era ancora a letto, distesa su un lato.
“Il capo di imputazione del ragioniere Milito è omicidio volontario. Al momento sono ancora ignote le cause che hanno portato Milito ad esplodere il colpo di pistola che ha ucciso la moglie ma, secondo le prime ricostruzioni, non si è trattato di uno sparo accidentale come sostenuto da lui. L’esplosione del colpo, che ha colpito la donna alla nuca, è avvenuta, infatti, a distanza molto ravvicinata. Sarà, però l’autopsia che verrà effettuata tra lunedì e martedì della prossima settimana a stabilire la dinamica dell’omicidio. Intanto ho chiesto ieri al gip la convalida del fermo”, ha concluso il procuratore Russo.
Milito si trova nel carcere di Potenza dove è stato condotto dopo l’interrogatorio eseguito mercoledì sera in seguito al ritrovamento del corpo della donna. Secondo quanto ha dichiarato lui stesso, la morte della 68enne risalirebbe alla domenica mattina.
“La sua descrizione dei momenti post mortem è un po' più confusa rispetto a quella dell'evento tragico in sé – precisa Michele Zitiello, comandante della compagnia dei carabinieri di Sapri che sta indagando sul caso -. Ha detto in maniera generica di essersi allontanato da casa, di aver fatto un giro in auto, di essere ritornato, ma non riesce a spiegare quali giorni abbia effettivamente trascorso fuori da casa. Sicuramente la notte prima dell'arresto l'ha passata nella zona rurale dove è stato rintracciato. E' comunque rientrato a casa in quei tre giorni”. Intanto nelle prossime ore potrebbe essere disposta una consulenza psichiatrica per Milito, proprio per capire le motivazioni che l’avrebbero condotto ad uccidere la donna.
Sara Botte