di Marco Festa
Concentrazione massima alla vigilia della partita che può valere la stagione. Lontano dalle pressioni esterne, l'Avellino ha lavorato intensamente a Colli del Tronto, cittadina marchigiana scelta come sede del ritiro chiesto dai calciatori e iniziato nella serata di ieri. Domani c'è la cruciale sfida contro l'Ascoli di Serse Cosmi. Dopo aver recuperato Bidaoui e Ngawa, Foscarini, che ha invece incassato l'ennesimo forfait di Cabezas, spera di poter contare anche su D'Angelo. Il capitano, in panchina nelle ultime due gare, non gioca dalla match interno con il Perugia e continua ad accusare dolore alla caviglia sinistra al momento di calciare, ma farà di tutto, infiltrazioni comprese, per essere della contesa pure per ovviare all'indisponibilità di De Risio, che si è lussato la spalla destra nelle prime battute dell'incontro di martedì scorso contro il Cittadella. Se D'Angelo non dovesse farcela, in mediana toccherà a Moretti affiancare Di Tacchio, che il 28 febbraio 2009, appena diciannovenne, esordì in Cadetteria in maglia bianconera proprio contro l'Avellino. Non è però tempo di amarcord: fondamentale non perdere, una vittoria varrebbe invece una mezza ipoteca sulla permanenza in Serie B. E allora: equilibrio, primo non prenderle, ma fari puntati pure sulla pericolosità offensiva. In attacco si va verso la conferma del tandem Morosini – Castaldo, con Asencio alternativa al trequartista bresciano. Dalla cintola in giù, invece, ci saranno novità non solo forzate: possibile un turno di riposo per Gavazzi grazie al ritorno dalla squalifica di Marchizza, che può permettere a Laverone di agire nuovamente sulla fascia destra della linea a quattro difensiva, davanti a Radu, completata da Ngawa e Migliorini. Sugli esterni, a centrocampo, inamovibili Vajushi e Molina. Insomma, l'undici iniziale è già fatto, salvo sorpresa tattica che risponderebbe al nome di 3-5-2.