Salerno

Lo hanno trasferito in una casa d'accoglienza, una nuova sistemazione per il neonato portato via dall'ospedale Ruggi D'Aragona di Salerno,  venerdì sera, dalla mamma, con l'aiuto del compagno. La donna, una 33enne di origine polacche, lo aveva partorito circa un mese fa, visibilmente ubriaca. Proprio per questo motivo i sanitari avevano fatto partire una segnalazione al tribunale per i minori. Da allora il piccolo era stato trattenuto nel reparto di terapia intensiva neonatale dell'ospedale salernitano in attesa che il tribunale si esprimesse sul caso.

La madre poteva vederlo solo per allattarlo. Ma nonostante non le fosse stato detto il motivo delle mancate dimissioni del figlio, che godeva di ottima salute, la donna, con precedenti per spaccio di droga, aveva intuito che anche questa volta rischiava di vedersi portato via il figlio. Già in precedenza infatti le erano stati sottratti dal tribunale un bambino e una bambina.

Così ha deciso di rapire il piccolo. Venerdì sera, dopo averlo allattato, la donna, Marta Wozniel, lo ha rapito con la speranza di tenerlo finalmente con sé.
La sua fuga è durata però meno di 24 ore, una piccola distrazione e la polizia è riuscita a rintracciarla. Marta avrebbe acceso per un attimo il telefono cellulare, permettendo agli agenti di risalire al luogo nel quale si era nascosta.

Si trovava ancora a Salerno, in un casolare abbandonato sulla Lungoirno, con il suo compagno, il fratello di lei e la sua compagna. Marta aveva chiesto proprio a lui un aiuto. Prima era stata accolta in casa del familiare, poi aveva trovato sistemazione in un casolare abbandonato poco distante, emendo di essere trovata dalle forze dell'ordine. I poliziotti, intervenuti sul posto, hanno immediatamente portato via il piccolo che è stato ricondotto prima in ospedale, poi questa mattina in un centro di accoglienza. La madre, portata in questura, è stata denunciata, mentre la magistratura sta valutando la posizione delle altre persone coinvolte.

Sara Botte