di Gaetano Ferraiuolo
La sua stagione è stata abbastanza altalenante, ma quando ha avuto la condizione psicofisica migliore ha confermato di essere un terzino di sicuro affidamento per la categoria soprattutto quando deve spingere. Tre gol, qualche assist prezioso, un rapporto d'affetto con la piazza ancor di più dopo la rete realizzata a Salerno e tanta professionalità a servizio di un gruppo che lo ha accolto benissimo sin dal primo allenamento. Ospite della trasmissione 0825 in onda ogni domenica su OttoChannel (canale 696 del digitale terrestre), il difensore Lorenzo Laverone ha rilasciato dichiarazioni interessanti che riportiamo di seguito:
Partiamo da un'analisi della gara di sabato pomeriggio...
“Ad Ascoli potevamo ottenere qualcosa in più, ma la cosa più importante è che siamo ancora artefici del nostro destino e che abbiamo un calendario più agevole rispetto alle nostre dirette concorrenti. Non dobbiamo assolutamente pensare che sia tutto semplice, ma dipenderà da noi e quindi possiamo essere fiduciosi. Quanto alla partita di sabato, abbiamo subito gol su un episodio che si poteva gestire diversamente, ma nulla toglie all’ottimo primo tempo disputato a cospetto di una squadra che doveva vincere a tutti i costi”.
A detta di tutti sei stato trai migliori in campo...
“Sono contento di aver dato il mio contributo, in un momento cruciale della partita ho recuperato un pallone importante su Monachello che sarebbe andato a tu per tu col portiere: una bella risposta a chi mi dice che ho difficoltà in fase difensiva. Come ho detto prima dispiace per il gol subito, ma quest’anno ne abbiamo presi tanti e si poteva fare meglio in tante situazioni. Ogni gara, però, fa storia a sé: col Cittadella un loro calciatore si è inventato un gol pazzesco, nessuno dice che fino a quel momento l’atteggiamento era stato giusto. In un’annata così particolare e ricca di episodi negativi ci sta che la gente veda tutto nero, a volte basta veramente un piccolo episodio per la svolta”.
Può aver aiutato partire per il ritiro dopo la contestazione?
“Il ritiro a volte può essere una cosa negativa, altre volte positiva. In questo caso è stato giusto, quando c’è un viaggio di 5 ore si avverte un po’ di fatica e la società ha fatto bene a farci partire prima per consentire alla squadra di stare insieme e di preparare il match nel modo migliore. Serve sempre un criterio per mandare un gruppo in ritiro, non bisogna stabilirlo solo quando si perde”.
Quali componenti faranno la differenza da qui a fine stagione?
"Non bisogna fare calcoli, dipende tutto da noi e basta vincere due partite per poterci salvare. Il primo e unico pensiero deve essere lo Spezia, abbiamo tutte le carte in regola per portare a casa una vittoria. Il clima all’interno dello spogliatoio è buono, quest’anno sono successe tante cose: infortuni, partite perse all’ultimo minuto, situazioni che potevano creare spaccature nel gruppo, ma che ci hanno resi ancora più uniti e questa sarà la nostra forza”.
Saper ricoprire più ruoli ti ha reso titolare sia con Novellino, sia con Foscarini...
“La duttilità tattica è sempre stata un’arma a mio favore, quando la squadra riesce a giocare mi viene più facile partire da terzino perché crosso dalla trequarti piuttosto che dal fondo. Anche negli anni passati tutti gli assist che ho fatto nascono dalla stessa posizione. Si può sempre migliorare sotto tutti gli aspetti, ma quando gioco esterno di centrocampo paradossalmente ho minore possibilità di attaccare come piace a me. Quest’anno ho segnato anche qualche gol, a Cittadella ho segnato una doppietta e mi sono trovato quasi per caso in area di rigore sfruttando una sponda di Castaldo”.
Guarderete anche gli altri risultati?
“Non dobbiamo guardare il risultato degli altri, se non vinciamo le partite quello che accade altrove non conta niente. Mi sento di rassicurare tutti i tifosi, ci teniamo tantissimo perché è il nostro lavoro e la nostra passione e nessuno ci guadagna se la squadra va male. Sul piano dell’atteggiamento e dell’attaccamento alla maglia non verremo meno, la speranza è che stavolta la partita vada bene e che ce la metteremo tutta al netto delle difficoltà che ci hanno penalizzato”.
Intanto il patron ha abbassato il prezzo dei biglietti...
“Il Partenio deve essere la nostra arma in più, ultimamente il nostro stadio non è stato quel fortino che tutti ricordiamo. Ora non è il caso di pensare al passato, c’è una partita fondamentale e non sappiamo che i nostri tifosi ci possono dare una spinta importante, fondamentale”.
Come sta Ardemagni in questo momento?
“Matteo è un giocatore importante per la piazza e per noi, stiamo facendo di tutto per farlo sentire bene. Il suo problema non è il gruppo, per lui il gol è vita e in questi mesi sta soffrendo quest’astinenza. Non ci sono altre situazioni, come tutti gli attaccanti sta male quando non trova la via della rete. Noi gli abbiamo sempre manifestato vicinanza e attaccamento”.
Cosa è cambiato con l'arrivo di Foscarini?
“Novellino lo devo solo ringraziare perché con lui ho fatto tre gol, cosa non accaduta mai in una stagione, e diversi assist. Ho sempre giocato e devo solo dire grazie. Non è vero che sono stato svogliato, non è una caratteristica che mi appartiene perché mi sono adattato in ogni posizione in campo. Se la squadra paga un momento di forma e di risultati ne risento anche io che faccio parte di questo gruppo. Foscarini ha portato le sue idee, mi trovo bene anche con lui, però ricorderò sempre con affetto Novellino perché non dobbiamo dimenticare che l’anno scorso ha contribuito alla realizzazione di un miracolo sportivo”. “
Ora non resta che vincere...
La partita con lo Spezia si vince con l’atteggiamento, al di là di ogni cosa. Siamo molto carichi, se non siamo convinti di potercela fare possiamo andarcene a casa. Siamo consapevoli dei nostri mezzi, ma alle parole bisogna far corrispondere i fatti e non dobbiamo fare chiacchiere: dobbiamo battere lo Spezia”.