Rivoluzione sarà, se soft o totale è da vedersi. Certo, tra le fila azzurre in epoca di sarrismo la vera rivoluzione sarebbe stata quella che entra nel Palazzo ed espone sul balcone principale la bandiera del sarrismo, ma ormai l'idea è archiviata: il Palazzo, tra videosorveglianza e trucchetti vari ha resistito, respingendo l'assalto. Sarà rivoluzione in estate e solo a Napoli, perché è palese che un ciclo è finito, da vedere se sarà una rivoluzione gentile o qualcosa di più massiccio: se si continuerà col Sarrismo o ci sarà una svolta della Bolognina con un Occhetto calcistico a guidarla.
Il punto è Sarri o non Sarri, è palese. Ed è un punto che va chiarito presto auspicando che una volta tanto, dopo quattordici anni di Napoli, De Laurentiis abbia imparato dai suoi errori.
Bisogna fare presto, smettendola di chiudersi a riccio nelle frasi fatte e nei dogmi de laurentisiani quasi sempre smentiti dai fatti. Uno su tutti “Ha un contratto, deve rispettarlo”. Si è dimostrato palesemente che nel calcio non va così: si è dimostrato con Cavani, soprattutto con Higuain, quando tutta la società, dal presidente ai figli, rassicuravano sulla permanenza dell'argentino che invece aveva già l'adipe prominente all'ombra della Mole.
E vanno ricordati i tempi: Higuain andò via a fine luglio, lasciando la squadra con novanta milioni in cassa e senza possibilità di programmare alla svelta la sua sostituzione e la programmazione degli acquisti da fare con i soldi incassati dalla cessione dell'argentino.
Questa volta non deve andare così: il campionato è già andato e per il Napoli ha i suoi verdetti, la squadra è seconda e giocherà ai gironi di Champions, in cassa c'è un gruzzoletto derivante dalla partecipazione alla principale competizione europea e dai soldi delle cessioni di Pavoletti, Zapata e Strinic non spesi lo scorso anno.
De Laurentiis e Sarri decidano che fare già da subito, nel fine settimana o all'inizio della prossima: Adl dica a Sarri con chiarezza chi intende vendere, perché è chiaro che qualcuno venderà, se soltanto Mertens, Callejon e magari Hisay o se anche Koulibaly, Zielinski e Jorginho rischiano di finire in vetrina col cartellino del prezzo attaccato al collo, dica a Sarri con chi intende sostituirli. Sarri in base a ciò decida se andare altrove o restare, ma si faccia in fretta perché tempo da perdere non ce n'è, e ogni minuto in più è tutto a svantaggio del Napoli: servirebbe, vista anche la concomitanza con i mondiali, mandare per una volta il Napoli in ritiro con una squadra completa o quasi, e non a fare la preparazione coi giovani della primavera e gli esuberi in lista di sbarco com'è stato in queste ultime stagioni a Dimaro.
Si faccia presto anche perché Mattarella è in seria difficoltà...e il profilo di Sarri è trasversale e metterebbe d'accordo buona parte dei partiti.
Cristiano Vella