Avellino

 

di Andrea Fantucchio 

Molto dispiaciuto e un po' spaesato. Così ci appare il diciottenne protagonista dello schiaffo al docente della scuola superiore Itis Guido Dorso di Avellino a via Morelli e Silvati. Un episodio avvenuto ieri mattina poco dopo le 8.00: quando Giancarlo, insegnante tecnico pratico, aveva visto dei ragazzi impennare con il motorino nello spiazzale dell'edificio scolastico. E si era avvicinato per rimproverarli prima di essere colpito da uno dei tre. Al quale, come raccontato alla polizia, aveva prima dato «un buffetto di rimprovero». Dopo l'accaduto il docente aveva preferito non denunciare lo studente e non andare in ospedale; complice anche il pronto intervento del dirigente scolastico, Carmine Iannaccone, che aveva immediatamente convocato il ragazzo e il professore. Il preside era pronto  a valutare provvedimenti disciplinari dopo aver chiarito l'accaduto. Ma la notizia è «filtrata» alimentata dall'attenzione dei media, la cassa di risonanza del web ha fatto il resto: l'ennesimo «caso» di violenza a scuola era servito. 

Oggi con il ragazzo c'erano i genitori convocati per il consiglio di classe. Una prima riunione alla quale ne seguiranno delle altre. Poi verrà presa una decisione, anche su eventuali sanzioni.

«Fra lunedì e martedì decideremo cosa fare – spiega il preside, cordiale nonostante la fastidiosa pioggia – il nostro interesse non è certo fare i burocrati ma tutelare tutte le parti in causa: il professore e lo studente. Dobbiamo assicurarci che non sia sminuita l'autorevolezza del docente che si era sentito comprensibilmente ferito. Così come dobbiamo essere certi che l'eventuale sanzione al ragazzo non rappresenti una punizione fine a se stessa, ma abbia un valore educativo. In modo che il giovane non faccia più questo errore e capisca di aver sbagliato».

Alle parole si sommano le impressioni che in questi due giorni abbiamo raccolto all'Itis Dorso: siamo venuti tre volte, ieri a poche ore dall'accaduto. Professori e personale scolastico disponibili. E, nei limiti dettati dalle circostanze, pronti a collaborare con la stampa mostrando come l'episodio – da tutti stigmatizzato – sia stato un caso isolato.

Anche se, come chiarito dal preside, merita le dovute riflessioni e le adeguate risposte. Non certo processi sommari: quelli, al massimo, vanno bene per i social network e non possono sostituirsi a un'analisi lucida dell'accaduto. Anche alla luce della giovane età del protagonista della vicenda.

Intanto la sezione Volante - questa mattina – ha acquisito le immagini delle telecamere dell'istituto. Il vicequestore Elio Iannuzzi vuole infatti avere tutti gli elementi necessari per un'eventuale indagine che scatterà solo in caso di denuncia da parte di una delle due parti coinvolte. Al momento un'ipotesi remota. La sensazione che traspare, infatti, è la volontà di tutti i protagonisti di fare chiarezza, stabilendo probabilmente una punizione adeguata per il giovane. Ma senza creare dei «mostri» che, francamente, in quel giovane volto spaesato e in lacrime non abbiamo scorto.