di Andrea Fantucchio
Due incontri sul bus nei quali «si è sentita osservata con insistenza» dal professore. Lo ha raccontato una delle due ragazze ascoltate questo pomeriggio durante l'incidente probatorio richiesto dal procuratore, Luigi Iglio, nell'inchiesta su A.F., docente 37enne di Benevento arrestato dai carabinieri di Avellino con l’accusa di violenza sessuale e stalking ai danni di una 16enne. Ragazza che frequentava, così come il professore, il liceo artistico "Paolo Anania De Luca" del capoluogo irpino.
Oggi nella caserma di Sant'Angelo dei Lombardi, in presenza di una psicologa, è stata ascoltata proprio la ragazza che ha fatto scattare l'indagine e poi una coetanea che frequenta un liceo del centro di Avellino. E che ha menzionato i due incontri sul pullman, nei quali non avrebbe mai parlato o avuto altri contatti con il docente. Insomma, si sarebbe trattato solo di sguardi ritenuti «particolarmente insistenti e fastidiosi».
L'altra giovane ha invece in larga parte confermato le accuse contenute nell'ordinanza cautelare firmata dal gip, Fabrizio Ciccone. L’indagato, difeso dagli avvocati Roberto Pulcino e Gianleonardo Caruso, era finito ai domiciliari prima di essere raggiunto da una sospensione di otto mesi dalle pubbliche funzioni.
La 16enne ha raccontato di essere stata seguita per giorni del professore che in più occasioni l'avrebbe aspettata alla fermata del bus, tranne il mercoledì quando usciva prima da scuola. Il docente in alcuni casi si sarebbe «strusciato» contro di lei sul pullman e, una volta, avrebbe anche fissato con insistenza la vittima in classe durante una supplenza. Fino all'episodio dello scorso marzo. Secondo la sua versione il professore le aveva nuovamente palpato le gambe sul bus: lei era scoppiata in lacrime e aveva deciso di non voler più tacere.